Attentato a Bruxelles: "Mia moglie poteva essere lì"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 22 marzo 2016 – «Ci siamo svegliati con il rumore delle sirene. Anche se abitiamo un po’ fuori città, le abbiamo avvertite distintamente e subito abbiamo realizzato che era successo qualcosa di grave». E’ il racconto di Francesco Badioli, pesarese, che si è stabilito a Bruxelles dopo una lunga carriera come funzionario nella cooperazione internazionale: nella capitale belga vive con la moglie Ludwina ma è legatissimo a Pesaro, dove vivono molti suoi parenti. «Mia moglie, doveva passare davanti all’areoporto internazionale di Zaventem per andare ad una riunione di lavoro, ma l’hanno chiamata sconsigliandole di mettersi in strada – racconta Badioli –. Oggi resteremo qui nel quartiere, al massimo porteremo fuori i cani. Ci sentiamo un po’ blindati». In tv intanto scorrono le immagini dell’attacco terroristico: le prime esplosioni si sono verificate intorno alle 8 e hanno colpito l’aeroporto internazionale dove, secondo un primo bilancio, ci sarebbero stati 11 morti e 25 feriti. La seconda esplosione, avvertita intorno alle 9.30 che ha colpito la stazione della metropolitana di Maelbeek a due passi dalle istituzioni europee, avrebbe provocato almeno 11 vittime. «Stiamo ricevendo telefonate di vari amici che abitano in altre zone della città per sapere se stiamo bene e anche molti messaggi dall’Italia. Questo è il clima che si respira oggi a Bruxelles – riprende Badioli – Un clima di stanchezza perchè questo allarme sembra non finire mai, ma soprattutto non si ha idea di come farlo cessare. L’altro giorno avevamo tirato un sospiro di sollievo con la cattura del latitante numero uno e oggi è arrivata la reazione all’arresto. Non è facile vivere in una città in cui le metropolitane sono chiuse, come lo sono le scuole, l’università, dove muoversi liberamente con i mezzi pubblici è un problema». Badioli va col pensiero al periodo della Brigate Rosse, con il quale questo terrorismo peraltro ha poche attinenze. «Allora la battaglia fu vinta quando ai terroristi fu negato l’appoggio da parte degli ambienti della sinistra extraparlamentare – spiega – Quando il mondo islamico europeo comincerà a capire che non si possono più proteggere gli assassini, anche questo terrorismo sarà debellato»

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