"Avete bisogno di commessi?" Bar e ristoranti presi d’assalto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 20 aprile 2015 - SONO soprattutto ragazzi e ragazze tra i diciotto e i trent’anni a cercare lavoro, ma anche gli stranieri, i disoccupati di cinquant’anni, le mamme disposte a tutto pur di mandare avanti la famiglia e i genitori che vanno in giro a chiedere lavoro per i figli. Uno scenario preoccupante quello registrato dai commercianti maceratesi, che si vedono quasi sommersi dalle richieste di lavoro da gente di tutte le età. «Ultimamente, sono venute un paio di persone di cinquant’anni – spiega Fabio Morresi del caffè Venanzetti in via Gramsci -, hanno perso il lavoro, sono disponibili per fare qualsiasi cosa, dal barista all’aiuto cuoco e persino il lavapiatti. Sono passate da qui anche donne e uomini con figli da mantenere che non sanno come andare avanti, che mi chiedono di essere assunte anche se non sono del mestiere. E poi, tantissimi ragazzini, dai 16 anni in su. Avrò almeno 40 curricula da parte, ne portano tre o quattro a settimana. Qualcuno lo chiamerò sicuramente per la settimana degli aperitivi europei».

«C’è una richiesta davvero molto alta – commenta Marco Guzzini, uno dei titolari del locale Di Gusto in piazza Cesare Battisti –, specialmente da parte di ragazze, in genere studentesse universitarie che cercano un’occupazione part time, o comunque serale, compatibile con l’orario delle lezioni. In un momento di crisi come questo, va comunque sottolineato un fatto positivo, cioè che i ragazzi sono pronti a mettersi in gioco. Si sente dire che i giovani sono immaturi, invece danno una grande disponibilità a cominciare a lavorare da subito e a inserirsi in un sistema di regole, gerarchico, anche se non hanno esperienza».

DA ADRIANO, una delle pizzerie di corso Cavour, arrivano tre o quattro richieste a settimana, specialmente da studenti e studentesse dell’università, mentre da Griglia Kebab in corso Cavour, i curricula settimanali arrivano anche a cinque, «vengono anche adulti, e tanti stranieri, ma io non ho bisogno, come personale siamo al completo», puntualizza il titolare. Alla Tazza Ladra, in via Garibaldi, dicono che «c’è qualcuno disperato perché non trova nulla, molti entrano a chiedere se abbiamo bisogno anche senza lasciare il curriculum», come avviene anche da Doner Kebab in corso Cavour:

«Qui ogni settimana passa circa una decina di persone in cerca di lavoro – sottolinea il titolare –, molti lasciano semplicemente il numero di telefono, sono per lo pù giovani, sia italiani sia stranieri». Lì vicino, al negozio di Prenatal, la richiesta è sempre alta: «Vengono circa due o tre persone a settimana munite di curriculum», spiega la commessa, come pure da Delizie, sempre in corso Cavour: «Passano un paio di ragazzi a settimana – dicono –, molti sono laureati, ma poi ci sono anche gli adulti che chiedono se abbiamo bisogno», stessa cosa al Roxy Bar, dove lasciano il curriculum soprattutto ragazzi.

«DA ME – spiega il titolare di Mystic pizza in via Zincone (Colleverde) – i curricula sono pochi, mentre sono tanti i genitori che vengono a chiedere lavoro per i figli, specialmente ora che comincia la bella stagione. Sono padri e madri che si sentono rispondere ovunque che non c’è bisogno di altro personale». Al Contadino, in corso Cavour, non sono passati in molti, solo una manciata di richieste per vari mesi, invece da Benedetti’s pizza, in via Roma, sono andate tante ragazze a cercare lavoro, «circa due o tre persone alla settimana», dicono, e a pochi passi di distanza, da Chicco Caffè, si arriva a quattro curricula a settimana, tra ragazzi italiani e stranieri. «Nel mio giro di conoscenze – specifica la commessa del negozio Wind in corso Cavour – chi è sui 35 anni e cerca lavoro non riesce a trovarlo».

«Dispiace vedere quanto i giovani abbiano voglia di lavorare e invece non trovano niente – commenta Ulderico Orazi del bar Cavour -, sono tutti ragazzetti, soprattutto italiani, disposti a spostarsi anche da fuori provincia». Di parere contrario è la commessa di Bulli e Pupe sportswear, che non nega ci sia richiesta di lavoro, ma sottolinea come i ragazzi in cerca «appena scoprono che dovrebbero lavorare anche sabato e domenica, dicono subito di non essere più interessati. Oggi, però, nel campo del commercio non si ha un fine settimana libero neanche nel mondo dei sogni».



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