Avvocatessa sfregiata, il suo ex prima tentò di bruciarla viva

IL BORGHIGIANO 2013

Pesaro,  – LE STAVA nascondendo la vita. Da anni. Schiaffi, sorpassi con taglio della strada per bloccarla, la bicicletta spaccata, il tubo del gas di cucina manomesso con rischio di far esplodere un palazzo di cinque piani, il buco in una finestra della camera simulando un tent ato furto, una L di colore nero nel garage, la duplicazione della chiave della porta di casa, il furto del telefonino in piscina per leggerne i messaggi, i pedinamenti, le telefonate ad uno psicologo frequentato dalla ragazza per avere informazioni su di lei, la bugia di una malattia per impietosirla, l’appostamento fisso sotto casa a Pesaro e a Urbino. E infine, l’agguato con l’acido gettato in faccia a Lucia Annibali da due sicari pagati, secondo la procura, dall’ex fidanzato della donna: Luca Varani, 36 anni, pesarese, di professione avvocato. E’ lui che in un anno e mezzo ha seguito come un’ombra Lucia, prima cercando di riconquistarla, poi di annientarla. ECCO cosa scrive il gip Lorena Mussoni nella seconda ordinanza di custodia cautelare per stalking e tentato omicidio: «Varani voleva vendicarsi di Lucia «…per avergli rovinato la vita, per aver rivelato la loro relazione clandestina alla fidanzata storica. Così si fa strada in lui l’idea di eliminare fisicamente la giovane donna, fino ad attentare anche alla sicurezza degli abitanti del condominio di via Rossi 19. Cominciano i continui appostamenti. Varani entra ed esce dallo stabile di via Rossi, senza alcuna giustificazione plausibile, se non quella di organizzare e preparare nei dettagli il terribile gesto del 16 aprille, visto anche che il primo tentativo della manomissione dell’impianto del gas non è andato a buon fine». Ma prima ancora di arrivare all’acido, secondo il gip: «..Varani aveva capito di aver perso ogni potere sulla ragazza, l’ostinazione di riconquistarla si trasforma in sentimento di rabbia e poi in odio devastante contro Lucia, colpevole di averlo rifiutato, di essersi sottratta al suo dominio fisico e psicologico allacciando rapporti con altri uomini». LUCIA HA la sensazione netta che da un momento all’altro le sarebbe accaduto qualcosa, tanto da mangiare e dormire le sere precedenti all’agguato dell’acido dalla sua amica Marta. Temeva di tornare a casa, sapeva di essere in pericolo di vita. Non a caso, uno zio aveva chiesto un preventivo per un impianto di videosorveglianza. Ma pensare che Luca Varani potesse commettere qualcosa di grave nei suoi confronti, Lucia non riusciva a concepirlo. Si rifiutava. Il gip Lorena Mussoni nel ripercorrere con l’ordinanza di custodia cautelare la sofferenza di Lucia Annibali, focalizza in una data precisa il terrore della ragazza: il primo marzo scorso. Accendendo la piastra del gas in casa, le manopole prendono fuoco. Lucia riesce a spegnere le fiamme per miracolo. Un tecnico le dirà di lì a qualche giorno che qualcuno aveva manomesso l’impianto e che questo avrebbe potuto far saltare il palazzo. Capisce di essere in pericolo di vita per colpa di «Gollum» come le amiche chiamano Varani. E’ un personaggio del Signore degli Anelli. Che fa del male per convenienza. Insomma, sia Lucia che le amiche sapevano tutto. Inutilmente.

Roberto Damiani (IL RESTO DEL CARLINO)

Precedente Una visita cardiologica? A marzo 2014. "Ho 82 anni, non so neanche se c'arrivo" Successivo Scossa di terremoto del 3.2 Tremano ancora le Marche