Baia, com’è verde la ciclabile di calcestruzzo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 30 marzo 2016 - E poi non dite che questa amministrazione è contro il verde. La nuova ciclabile a Baia Flaminia procede spedita fra gettate di calcestruzzo, levigatura e coloratura immediata del manto. Verde, appunto. Col prato ai due lati, quel nastro nel mezzo fa la sua figura. Tanto che una mamma col bambino esclama: «Che bella pista, appena pronta ci veniamo». Ci sarebbe qualche problemino di ordine ambientale, in verità, ma il Comune ha fretta di regalare alla città la nuova arteria e tira dritto. Betoniere, camion, macchine movimentazione terra e gettate di cemento sulla sabbia. Il benessere che avanza. Il sindaco Matteo Ricci l’ha fatto capire a chiare lettere: la spiaggia naturale non rende niente, il giardino delle sabbie produce solo erbacce, largo alle concessioni che fanno girare l’economia e portano entrate al Comune. E i vincoli? Quelli si aggirano. Alla Baia ce ne sono parecchi tra Ppar, Sic, Zps e idrogeologico. Basta confezionare una bella relazione ad hoc e avanti coi lavori: nello studio di incidenza ambientale comissionato dal Comune si legge che l’area non ospita la vegetazione tipica (e protetta) delle dune. I rilevamenti guarda caso sono stati eseguiti nel luglio 2015, dopo che nei mesi precedenti quella vegetazione era stata accuratamente asportata con mezzi meccanici. Che ci fossero silene colorata, cachile maritima, salsola kali lo può testimoniare chiunque abbia un minimo di conoscenze naturalistiche, i tanti che ne hanno documentazione fotografica. E pure l’Università di Ancona che ha censito quelle specie. Per non dire del cartellone, ora rimosso.

IL NUOVO piano spiaggia è stato adottato ma non ancora approvato, eppure il Comune sta completando la ciclabile. Lo può fare perché la pista fa parte del vecchio piano (vigente). Un po’ di sensibilità avrebbe magari suggerito di aspettare, visto che privati e associazioni stanno ultimando le osservazioni al nuovo piano. Mentre le scrivono, fervono i lavori nel cantiere. La ciclabile, con tutte le opere annesse (piazzole, parcheggi, illuminazione) fa da apripista a tutto quello che verrà dopo a Campo di Marte: due nuovi chioschi sul piazzale del parcheggio (lato prato), un nuovo polo ricreativo di 250 metri quadri, l’ampliamento della scuola velica e dell’area giochi, le nuove aree sportive attrezzate a disposizione dei bagnini. La ciclabile si mangia cinque metri di spiaggia sul lato di via Parigi. Anche di là massicciata in calcestruzzo e paventazione industriale con polvere di quarzo. Tutto a disposizione delle future mareggiate.

E le prescrizioni sulle opere «amovibili»? Nel piano particolareggiato il Comune s’è dato questa stringente limitazione: «Senza utilizzo di manti asfaltati permanenti». Difatti ha rimosso il verde naturale e l’ha sostituito col cemento.

Nelle finalità del piano spiaggia, al primo punto scrive: «Garantire la conservazione e la tutela dell’ecosistema costiero». E giù uno sghignazzo.

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