Bambino tolto ai genitori. «Assurdo, siamo disperati»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 10 novembre 2015 – «Ci hanno tolto il bene più grande, l’amore di un figlio». Sono disperati i genitori di un bimbo nato il 23 dicembre del 2011, e tolto loro dal tribunale per i minori. I due, 39 anni lui, 33 lei, residenti in un piccolo centro dell’Ascolano, non sanno darsi pace dopo aver tentato di tutto per di evitare di perdere il piccolo. «Tutto è iniziato a causa di un equivoco al momento del parto – spiega l’avvocato Alessandro Brandoni, che li assiste -. Qualcuno ha pensato che la mamma, originaria del Marocco, fosse tossicodipendente, così è scattata la segnalazione alla procura per i minori e ai genitori è stata tolta la potestà sul neonato. La mamma e il figlio sono stati mandati in una comunità, dove poi si è appurato che lei non era affatto tossicodipendente, ma superato questo i servizi sociali e la procura per i minori hanno continuato a fare delle critiche ai neo genitori: dicevano che erano troppo immaturi per accudire il figlio, che non erano in grado, che la casa non era nelle condizioni igieniche idonee.

Allora loro si sono messi di impegno: hanno verniciato, riarredato, sistemato tutto quello che gli dicevano non andava bene. Hanno preparato una bellissima cameretta tutta per lui. Eppure ogni volta veniva fatta qualche nuova critica».

La procedura è andata avanti, e in primo grado e in appello, sulla base di una perizia redatta sempre dalla stessa psicologa, i genitori non sono stati ritenuti all’altezza di occuparsi del piccolo. E così, dopo la sentenza di secondo grado, il bimbo è stato tolto alla madre e dichiarato adottabile. Una valutazione che, nei giorni scorsi, ha condiviso anche la Cassazione.

«Ma io l’ho allattato, lavato, curato e accudito per tre anni – racconta la madre –. Non gli ho fatto mancare nulla. Anche a lui hanno fatto un danno, perché ormai conosceva il papà e la mamma, era contento e allegro con noi, e all’improvviso si è ritrovato tra estranei. E perché? Noi non riusciamo a capirlo. Abbiamo fatto tutto quello che ci chiedevano, eppure non è bastato. Non lo hanno neppure affidato ai nonni paterni o materni, che pure sono qui ed erano disponibili. Per noi è stato un colpo durissimo al cuore doverci separare da nostro figlio, senza sapere più che fine ha fatto». «Invece di aiutarci – prosegue il padre – i servizi sociali hanno detto cose assurde su di noi, togliendoci nostro figlio». «I genitori erano pronti a fare un percorso con i servizi sociali, per superare questa loro presunta immaturità – conclude l’avvocato Brandoni – eppure nulla è servito a evitare che allontanassero il piccolo. Ma quando lui crescerà, come la prenderà quando scoprirà che un tribunale lo ha allontanato dai suoi genitori naturali?».

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