Banca Marche, avviso di chiusura delle indagini per l’ex dg Bianconi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 30 ottobre 2015 – Avvisi di chiusura delle indagini per tre persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ancona sul buco miliardario di Banca Marche. La Guardia di finanza, su delega dei pm Elisabetta Melotti, Serena Bizzarri, Andrea Laurino e Marco Pucilli, ha notificato gli avvisi di chiusura indagini a tre persone, tra cui l’ex direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi, in uno stralcio dell’indagine conclusa su due specifici capi d’imputazione.

Intanto sono scattati sequestri preventivi per equivalente su beni mobili, immobili e conti correnti. Si stringe inoltre il cerchio di sanzioni e cause civili attorno alla passata gestione della banca, tuttora in amministrazione straordinaria con proroga fino al 13 dicembre prossimo.

Tra le ultime novità la conferma, da parte della Consob, di sanzioni pecuniarie per 420mila euro contro 16 ex vertici di Banca Marche: le sanzioni riguardano le carenze informative nel prospetto dell’aumento di capitale che, nel 2012, portò all’emissione di 212 milioni di azioni al prezzo di 85 centesimi di euro per complessivi 180 milioni. Secondo la Commissione, gli ex vertici avrebbero nascosto la lettera di Bankitalia che segnalava anche una «rilevante esposizione ai rischi creditizi e finanziaria» della banca. Anche Bankitalia ha inflitto 4 milioni di euro di sanzioni agli ex amministratori per gravi irregolarità e violazioni, accertate tra il 2012 e il 2013: per questi fatti i commissari hanno già avviato i decreti ingiuntivi.

Sul fronte del salvataggio dell’istituto di credito, secondo Fabio Panetta (vicedirettore generale della Banca d’Italia), l’orientamento della Commissione Ue che tende a qualificare come aiuti di Stato gli interventi del Fondo interbancario di tutela dei depositi è poco comprensibile in quanto vengono utilizzati fondi che hanno natura privatistica. Lo ha spiegato Panetta intervenendo al Senato in audizione presso la Commissione finanze e tesoro. Il Fondo è infatti finanziato dalle stesse banche. In Italia l’intervento del Fondo riguarda attualmente Carife, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti. L’intervento di ricapitalizzazione stimato complessivamente in circa 2 miliardi eviterebbe comunque i maggiori costi legati al meccanismo di crisi e risoluzione che penalizzerebbero pesantemente depositanti.

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