Banca Marche chiude il bilancio 2012 con una perdita di 518 milioni


FONTE IL MESSAGGERO

ANCONA – Il cda di Banca Marche ha approvato questa sera a Jesi il bilancio di esercizio 2012, che si chiude con un perdita di 518 milioni di euro. Le rettifiche di valore ammontano a 811,4 milioni. Gli impieghi verso la clientela sono stati pari a 16.446 milioni, la raccolta complessiva a 18.750 milioni. Il margine di intermediazione è di 657,9 mln (+10,2%). Banca Marche ha rafforzato la raccolta diretta da clientela retail, che, spiega una nota, assomma a 11.856 milioni (+4,5%), mentre la raccolta da clientela large corporate (218 mln), presenta una significativa riduzione (-75,8%) a seguito del downgrade della banca e dell’ampliamento del differenziale tra Btp e Bund.

La raccolta indiretta si attesta a 3.915 milioni. (-3,5%, una flessione che sconta il calo dell’8,4% del comparto gestito e, per lo 0,5%, della componente amministrata). Al 31 dicembre scorso, gli impieghi a clientela sommano 16.446 milioni (-5,3%), «un dato che include quanto erogato alla controllata Medioleasing SpA, pari a 1.898 milioni».

Gli utilizzi di linee di credito ordinarie in conto corrente e anticipi salvo buon fine ammontano a 2.598 mln (-24,8%) mentre i mutui sommano a 8.262 milioni (-14,2%), valore che rappresenta il 50% circa del totale dei crediti ed include 4.263 mln relativi ai mutui ipotecari oggetto di cartolarizzazioni e covered bond. Il comparto del credito al consumo registra una flessione di circa 41 milioni di euro. Le altre forme di finanziamento (sovvenzioni dirette, specialcredito e portafoglio finanziario della clientela) totalizzano 2.843 milioni, comprensivi del finanziamento a breve a Medioleasing spa e dei crediti verso le società veicolo, pari a 445 mln complessivi (230 milioni al
31/12/2011), per la gestione dei flussi di cassa relativi alle operazioni di cartolarizzazione e covered bond.

Nonostante la forte contrazione della domanda di credito, spiega Banca Marche, l’istituto «ha erogato nuovi finanziamenti alle famiglie e alle attività produttive per 1.583 milioni». La congiuntura economica negativa, che si protrae da oltre quattro anni, e «ha penalizzato in maniera significativa il settore dell’edilizia, ha reso necessaria un’attività di profonda analisi del portafoglio creditizio con una conseguente, severa riclassificazione dei crediti in essere. Ciò ha comportato un rilevante passaggio da crediti in bonis – pari a 13.900 milioni (- 11,3%) – a crediti deteriorati, in forte accentuazione e ammontanti, alla stessa data del 31 dicembre scorso, a 2.545 milioni (+49%) al netto delle rettifiche di valore specifiche».

Il peso delle attività deteriorate rispetto al totale dei crediti verso clientela si accresce dal 9,8% al 15,5% di dicembre 2012, con un’incidenza delle sofferenze e degli incagli sul totale dei crediti che sale rispettivamente, nel periodo, dal 4,4% al 4,8% e dal 3,2% all’7,7%. «Anche per effetto delle nuove normative della Banca d’Italia, il peso delle esposizioni scadute si incrementa dal 2% al 2,8% mentre resta su livelli contenuti quello delle esposizioni ristrutturate (0,2%)».

Il livello di copertura delle attività deteriorate, determinato dalla incidenza delle rettifiche di valore sull’esposizione lorda, è stato sensibilmente aumentato e, posizionandosi a fine 2012 al 29,9%, «è ora confrontabile con quello delle banche di dimensione analoga a Banca Marche».
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