Banca Marche, Federconsumatori in campo per i piccoli azionisti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 5 novembre 2014 – Federconsumatori in campo per i piccoli azionisti di Banca Marche. «La vicenda, per la gravità del dissesto e per le implicazioni che ha sul tessuto economico e sociale della regione, assume un rilievo non solo locale ma anche nazionale – scrive l’associazione –, come o testimonia anche l’interesse della nostra presidenza nazionale che sull’argomento è presente con Francesco Avallone, vice presidente vicario. Da tempo stiamo seguendo le vicende dell’istituto marchigiano; uno sviluppo complesso, alle prese con una difficile azione di salvataggio, accompagnata da una bufera giudiziaria che ha coinvolto i massimi vertici dell’istituto nel periodo antecedente il commissariamento.

La Federconsumatori auspica il successo del piano di salvataggio a cui sta lavorando l’attuale gestione dell’istituto, condizione indispensabile per salvaguardare una risorsa fondamentale del territorio ed ancor più per il successo di qualsiasi iniziativa di tutela degli interessi dei piccoli azionisti della banca. Il nostro obiettivo è quello di garantire la tutela dei risparmiatori marchigiani che si sono rivolti alla banca, gravemente danneggiati dalla perdita di valore delle azioni in loro possesso; sarà una azione che si svilupperà in un periodo non breve e che potrà avere diverse direzioni. La Federconsumatori – prosegue la nota – intende verificare se e come la Banca delle Marche abbia collocato e negoziato le proprie azioni con i piccoli risparmiatori, in considerazione del fatto che le suddette azioni erano titoli illiquidi e, pertanto, i risparmiatori andavano puntualmente avvertiti della circostanza per cui le azioni stesse non erano quotate e, quindi, sarebbe stato estremamente difficile per i risparmiatori venderle nel momento in cui avessero avuto bisogno dei propri risparmi. Considerato che si trattava di titoli illiquidi, le azioni della Banca delle Marche sono da considerarsi come un investimento assolutamente rischioso e, pertanto, adatto solo a risparmiatori che abbiano un profilo di rischio speculativo. La Federconsumatori viceversa, ha motivo di ritenere che le suddette azioni sono state vendute in modo massiccio a risparmiatori che avevano un profilo di rischio prudente e non certo speculativo. Non si tratterà di una class-action per la quale, al momento, non ravvisiamo esserci le condizioni necessarie; procederemo piuttosto ad una accurata verifica della posizione soggettiva di ciascuno per la quantificazione dell’eventuale danno per poi avviare un confronto collettivo con l’istituto, nel tentativo di una composizione bonaria della questione. Nel momento in cui dovesse fallire questo tentativo si aprirebbe lo scenario giudiziario che tuttavia, in questo momento, non rappresenta la nostra principale opzione stante l’attuale lentezza della giustizia italiana; in ogni caso, nella eventualità di un processo penale, l’associazione si attiverà per la costituzione di parte civile. Considerato il numero di coloro che potrebbero essere potenzialmente interessati (sono circa 40.000 i piccoli azionisti della banca) sarà richiesto un notevole sforzo organizzativo – spiega Federconsumatori – che la nostra associazione si appresta a mettere in campo con le strutture presenti nelle cinque province; oltre ai responsabili degli sportelli dell’associazione ci sarà un team di avvocati che ci affiancherà nell’iniziativa, coordinati dal professore Massimo Cerniglia della Consulta giuridica nazionale della Federconsumatori. Tra le iniziative che svilupperemo nei prossimi giorni, sono già programmati tre incontri pubblici: a Macerata è in programma a Macerata il 20 novembre alle 18 nella sala conferenze della Cgil a Piediripa».



 

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