"Banca Marche, la crisi è vicina alla soluzione"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Jesi (Ancona), 17 luglio 2015 – «Banca Marche, la crisi è vicina alla soluzione, al risanamento dell’istituto di credito che avverrà entro l’autunno» parola di Giuseppe Boccuzzi, direttore generale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd). Dopo due anni di commissariamento, ci siamo quindi. «Per ottobre – aggiunge – contiamo che l’operazione sia definita; potrà comunque necessaria una proroga tecnica per attuarla». «Ma il piano di intervento potrebbe cambiare; sono in corso le necessarie analisi in vista di una possibile rimodulazione dell’intervento del Fondo» aggiunge. Nel dicembre scorso il Fitd aveva ottenuto l’approvazione della Banca d’Italia per un intervento di sostegno articolato in due parti: garanzia per 800 milioni su parte dei crediti deteriorati (2,6 miliardi) che sarebbero entrati a far parte di una società veicolo di cartolarizzazione (la ‘bad bank’) più un eventuale partecipazione fino a 100 milioni di euro all’aumento di capitale della banca risanata. Il nuovo piano di intervento «in via di definizione e valutazione – spiega Boccuzzi – potrebbe comportare un maggiore impegno sul capitale». Dunque le proporzioni delle due componenti – capitale e garanzie – potrebbero cambiare, rispetto a un fabbisogno complessivo attorno al miliardo di euro.

«Stiamo esaminando – spiega Boccuzzi – le condizioni economico-patrimoniali della banca, la sua viability e il possibile nuovo assetto proprietario della banca». L’intervento del Credito Fondiario (Fonspa) che, nella prima ipotesi, avrebbe dovuto guidare, affiancato dal Fitd, il piano di salvataggio, sembra assumere una diversa dimensione e configurazione. «L’operazione cade in una fase di transizione verso un nuovo regime normativo dell’operatività del Fondo interbancario – spiega ancora l’ex dirigente della Banca d’Italia, reduce dall’operazione Tercas, salvata grazie all’intervento del Fitd cui è seguito l’acquisto da parte della Popolare di Bari -. Per effetto della nuova normativa comunitaria che verrà a breve recepita nel nostro ordinamento, cambiano le modalità di finanziamento dei sistemi di garanzia dei depositi. Le banche non saranno chiamate a finanziare gli interventi del Fondo al momento in cui le crisi si verificano (cosiddetto sistema ex post, ndr), ma contribuiranno periodicamente all’accumulo delle risorse presso il Fondo (sistema denominato ex ante, ndr), che le utilizzerà in caso di interventi per situazioni di crisi. In ogni caso noi siamo pronti a definire l’operazione dopo l’estate». Dunque ci siamo: a due anni del commissariamento la soluzione per l’istituto di credito marchigiano sembra essere davvero vicina. 

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