Bancarotta Confart: sequestrati beni e soldi per 4 milioni di euro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 17 settembre 2015 – Come anticipato dal Carlino, alla Confart, società di servizi della Confartiginato di Pesaro e Urbino semplicemente non pagavano le tasse e non versavano i contributi. Tanto che dei 18 milioni di euro di disavanzo che hanno portato al fallimento, ben 16 milioni sono reclamati dal Fisco.

Per questo la Guardia di Finanza di Pesaro ha eseguito sequestri preventivi di beni per circa 4 milioni di euro nei confronti di 3 soggetti ritenuti gli artefici del dissesto societario della Confart Pesaro srl.

«Le indagini, sviluppate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pesaro ed eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro, hanno consentito – afferma una nota delle Fiamme Gialle – di individuare un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. I componenti dell’associazione sono il presidente, il consigliere d’amministrazione con delega alla direzione generale ed il responsabile amministrativo della menzionata società».

«Le complesse indagini – prosegue la nota delle Fiamme Gialle pesaresi – hanno interessato l’associazione e, in particolare, la società partecipata Confart Pesaro srl. (società, quest’ultima, con oltre 80 dipendenti, che forniva servizi di consulenza contabile e fiscale ad oltre 1500 artigiani associati alla Confartigianato di Pesaro e Urbino). E’ stato così appurato che i soggetti indagati, almeno dal 2004 sino al 2013, hanno omesso in modo sistematico il pagamento dell’Iva e delle ritenute previdenziali per importi considerevoli, sia per conto dell’associazione che della società di servizi».

Da qui il nome dell’operazione denominata “F24” dal modello utilizzato per il pagamento delle imposte che la Confart Pesaro srl. sistematicamente da un decennio non presentava e, quindi, non versava.

«In tutti questi anni Confart Pesaro srl ha peraltro agito con tale condotta fraudolenta – prosegue la nota – mediante la sistematica falsificazione dei bilanci della società stessa sin dall’anno 2004.

Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro beni per circa 4 milioni di euro (n. 3 unità immobiliari site in Pesaro, n. 3 autoveicoli, conti correnti e disponibilità bancarie), pari agli omessi versamenti di ritenute fiscali relative alle retribuzioni dei dipendenti e dell’Iva per gli anni 2011, 2012 e 2013 e, sempre per le medesime annualità, dall’associazione Confartiginato Pesaro e Urbino».

Inoltre sono stati deferiti all’autorità giudiziaria altri cinque membri del consiglio d’amministrazione della società Confart Pesaro srl e due funzionari pubblici in relazione al reato di abuso d’ufficio.

La Finanza sottolinea che «la riservatezza dell’attività investigativa ha tutelato il buon andamento dei servizi di consulenza contabile e fiscale resi agli oltre 1500 associati, recentemente trasferita alla nuova società Sit srl, società partecipata dalla Confartigianato di Ancona e Cesena. Estranea alle condotte delittuose, che continua a fornire i servizi ai vari associati con ex dipendenti della società fallita. Alle medesime conclusioni è altresì pervenuto anche il curatore fallimentare».

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