Beata Mattia, un’altra apparizione? “La tenda ai suoi piedi si muoveva”

Fonte Il Resto del Carlino
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Matelica (Macerata), 25 agosto 2014 – Un nuovo episodio, molto privato e personale, ma che potrebbe avere del sorprendente, torna ad accendere l’attenzione sulla Beata Mattia Nazzarei, la badessa matelicese vissuta dal 1253 al 1320 e venerata da secoli nell’omonimo santuario. Dopo il presunto sanguinamento dai piedi e da un dito della mano, avvenuto dallo scorso maggio, ora interviene una donna matelicese sessantenne, per raccontare un episodio accadutole e del quale avrebbe parlato anche con alcuni sacerdoti prima di renderlo noto.

Il fatto sarebbe successo circa un mese fa, ma per prudenza e una certa iniziale ritrosia, la stessa donna, sposata con figli, avrebbe deciso solo dopo varie consultazioni di raccontarlo, chiedendo di restare anonima proprio quale privata «grazia ricevuta». La signora dice solo di essere da sempre devota della Beata. Da tempo pregava per alcune gravi situazioni familiari, chiedendo conforto e aiuto a Dio. Una mattina poi, mentre si era recata a fare della spesa in centro, sarebbe stata attratta da un intenso, piacevole profumo. «Stavo girovagando per le vie e per i negozi all’inseguimento di questo buon odore senza origine apparente — ha affermato la donna —, quando sono finita con il ritrovarmi davanti alla chiesa della Beata Mattia. Così sono entrata e mi sono fermata a pregare davanti alla sua salma incorrotta».

Nel silenzio del piccolo santuario da secoli custodito dalle suore Clarisse, la signora avrebbe quindi visto qualcosa che l’ha lasciata sbalordita. «Alzando la testa — spiega la donna — mi era parso che si stesse muovendo la tendina in fondo ai piedi della salma: un fatto a cui non ho dato troppo peso, dandolo per una suggestione. Poco dopo però mi è sembrato di rivedere il movimento: allora mi sono stropicciata gli occhi e ho appurato che stavo vedendo davvero la tendina muoversi, senza alcuna apparente spiegazione razionale. Il fatto si è ripetuto poi un altro paio di volte». La donna spiega di essere andata addirittura a parlare con le stesse suore, che le avrebbero detto che potrebbe essere un fenomeno per dimostrare la vicinanza della santa alle sue tribolazioni. D’altra parte già il 28 dicembre 1320, in occasione della sua dipartita, si sarebbe sparso nella sua cella un inspiegabile intenso e soave profumo. «Non voglio pubblicità per me — ha concluso la donna –, ma per amore della Beata, ho ritenuto opportuno rendere noto quanto accaduto».



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