Benelli Moto, presidio dei lavoratori: "Difendiamo la storia"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 16 novembre 2014 – Un piano aziendale che non hanno ancora sotto gli occhi e un incontro con il presidente Lin Hua Zhing che non è ancora stato organizzato. Ed è per questi motivi, uniti alla paura di perdere il lavoro, che la settantina di dipendenti della Benelli Moto hanno organizzato un presidio davanti al Registro storico dell’azienda, in via Mameli. Con loro, i sindacalisti di Fim e Fiom, Leonardo Bartolucci e Marco Monaldi.

Perché il primo problema, il principale, è quello degli esuberi annunciati: «L’azienda ha fatto passi avanti, abbassando il numero degli esuberi da 39 a 24 spiega Bartolucci , ma serve un piano aziendale. Senza quello insiste non esiste una visione chiara del futuro e non si capiscono le intenzioni della proprietà».

Così come è importante il capitolo degli incentivi all’esodo volontario: «Sono saliti a 12 mila euro per chi ha dieci anni di anzianità nell’azienda, 10mila per chi ne ha meno di dieci e 8mila per chi è part time», spiega Monaldi della Fiom.

«Ma l’intervento di riorganizzazione fa eco Bartolucci si preannuncia comunque importante: non vorremmo ritrovare lo stabilimento declassato a semplice ponte commerciale per la vendita di scooter prodotti all’estero e non più qui a Pesaro».

E proprio per questo, era partita dai sindacati la richiesta a Comune e Camera di commercio, circa un paio di settimane fa, di organizzare un incontro con la proprietà. Richiesta che hanno ribadito al sindaco Matteo Ricci, che si è presentato al presidio dei lavoratori, promettendo di intervenire e agire per aiutare i dipendenti. Peché, per loro, è già stato positivo il fatto che dopo l’incontro avuto per discutere degli esuberi, la proprietà abbia deciso di ridurne il numero.

«Anche se hanno spiegato Bartolucci e Monaldi al sindaco l’azienda ha detto che se non verrà accettato il piano aziendale che ci verrà sottoposto, c’è anche la possibilità che rivedano il numero degli esuberi, decidendo di fare un passo indietro e ritornare a 39, non più 24 come ora».

Ricci ha ascoltato, registrato, promesso che presto organizzerà un incontro, poi ha lasciato i lavoratori e i sindacalisti al loro incontro per capire la situazione. Situazione difficile e compromessa anche da un altro particolare non da poco: «Fra poco finirà anche la cassa integrazione spiega Bartolucci e non c’è più un piano di ammortizzatori sociali. Dunque aggiunge per noi è importante avere un quadro della situazione, anche per questo chiediamo fortemente di conoscere il piano aziendale: così possiamo capire la proiezione futura dell’azienda e poi ragionare su come attivarci».

Certo, le parole della proprietà lascerebbero ben sperare, soprattutto per quanto riguarda l’intenzione dell’amministratrice delegata Yan Haimei che, solo poche settimane fa, aveva annunciato la volontà «di restare a Pesaro: dal giorno dell’acquisizione a oggi abbiamo investito oltre 40 milioni di euro, ma la crisi di mercato è senza precedenti». Aggiungendo anche: «Abbiamo fatto ricorso a tutti gli ammortizzatori sociali, Cig, Cigs, contratti di solidarietà, ma quest’ultimo non ci permette di risolvere il problema alla radice. Dobbiamo creare una struttura più snella e solida che consenta all’azienda di tornare a fare profitti». Per questo, il sindaco e i sindacati vogliono presto un incontro. «Chiamatemi la prossima settimana e vediamo di programmarlo», la promessa di Matteo Ricci ai sindacati.



 

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