Best, ancora scioperi. Jp, oggi summit a Roma

Sciopero best

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – I CASI APERTI Ieri ancora scioperi alla Best. Oggi, summit al Mise sulla vertenza JP Industries. Sono gli ennesimi giorni caldi nel Fabrianese legati, come accade ormai da anni, alle questioni industriali e, dunque, occupazionali.
TENSIONI A CERRETO Alla Best di Cerreto d’Esi le acque non sembrano calamarsi. Anzi. Ancora scioperi a sorpresa proclamati dalla Rsu di Fim-Fiom-Uilm. Continua, quindi, la mobilitazione in vista dell’incontro di lunedì 14 in Regione fra parti sociali ed azienda. Mobilitazione che si è aperta la scorsa settimana, non appena la multinazionale Nortek, proprietaria della Best che produce cappe, ha annunciato l’apertura di una procedura di mobilità per 55 lavoratori. Dopo quattro giorni di scioperi consecutivi e uno stop per l’incontro di martedì pomeriggio in Regione fra l’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, e l’Ad di Best Roberto Leo, ieri i lavoratori hanno di nuovo incrociato le braccia: dalle 12.30 alle 13 il primo turno e dalle 13.30 alle 14 il turno centrale. «Quest’ennesimo sciopero dimostra che la tensione all’interno dello stabilimento non si placa nonostante le rassicurazioni date dall’Amministratore Delegato – spiega Fabrizio Bassotti della Fiom – Non siamo disponibili a fare discussioni che riducano ulteriormente lo stabilimento di Cerreto d’Esi e che portino a dei licenziamenti. Quindi va preservata tutta l’occupazione e va rilanciata l’attività del sito industriale». Il fatto è che gli operai non si fidano delle rassicurazioni dell’azienda per bocca di Leo: «La procedura di mobilità non porterà alla chiusura del sito produttivo di Cerreto – ha detto – Al contrario, il sito ha un’importanza fondamentale per le strategie della società, anche a livello di Gruppo». L’azienda si è impegnata a portare una bozza di piano industriale nel primo incontro istituzionale fra le parti previsto per le 15 di lunedì in Regione.
VERTICE AL MINISTERO Oggi, intanto, incontro al Mise fra il proprietario della JP, Giovanni Porcarelli, i rappresentanti delle Regioni Marche ed Umbria e quelli del pool di banche che ha chiesto ed ottenuto l’annullamento della vendita del comparto bianco ex Antonio Merloni alla newco dell’imprenditore cerretese. Si cerca di trovare un accordo che possa scongiurare il pronunciamento della Cassazione in merito, appunto, all’annullamento della vendita per il prezzo troppo esiguo pagato da Porcarelli. In ballo c’è il futuro lavoratori di 700 operai, equamente distribuiti fra Marche ed Umbria, riassunti dalla JP. Ce lo riferisce Claudio Curti sulle pagine del Messaggero

credit foto Ansa

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