Best, ultime per l’accordo, tensione alle stelle

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – CERRETO D’ESI Rischia di scadere il tempo utile per trovare un accordo sulla vertenza Best. La preoccupazione fra i lavoratori è alle stelle. Oggi alle 9 in Regione nuovo faccia a faccia fra azienda e sindacati. Dopo la doccia gelata del summit del 26 ottobre, con il numero degli esuberi che è tornato a salire da 25 a 35, si affievolisce la speranza di trovare un accordo. Si pensava che entro la scorsa settimana si potesse trovare l’intesa. E invece l’intera vertenza è tornata a complicarsi. Una controversia che si trascina da oltre un mese e nata a seguito della decisione dell’azienda di aprire una procedura di mobilità unilaterale per 55 lavoratori. Sono seguiti scioperi, presidi e manifestazioni dei lavoratori. Quindi è partita una lunga trattativa in sede regionale, giunta già al decimo confronto. Il management dell’azienda che produce cappe di proprietà della multinazionale americana Nortek ha parlato di «incomprensioni» e ribadito che gli esuberi scendono sì dagli iniziali 55, ma si attestano a 35 lavoratori di troppo. Una cifra lontana dal punto di caduta fissato dalle parti sociali in 25 unità. Un numero che potrebbe essere gestito per intero con la mobilità volontaria incentivata fissato a 38mila euro. Per i sindacati anche questa cifra deve variare, questa volta però in su. Ma a parlare dell’incremento dell’incentivo, nel corso dell’ultimo incontro, neppure si è arrivati. «La vertenza si è complicata all’improvviso e non nascondo la mia grande delusione. I rappresentanti dell’azienda hanno detto che ci eravamo capiti male nel precedente summit del 16 ottobre. E che, quindi, gli esuberi sono ora 35. Dieci unità di troppo, secondo noi – dice il segretario regionale della Uilm, Vincenzo Gientilucci – La piattaforma di accordo sembrava ad un passo. Da parte nostra con cassa integrazione e l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali conservativi siamo certi di poter gestire la vertenza. E, al termine del loro utilizzo, trovare forme opportune per portare ad un risparmio vicino al milione e 700mila euro di abbattimento di costi per il personale, evidenziato dall’azienda». Invece tutto sembra essere tornato in alto mare. E la trattativa sindacale ha fatto registrare un improvviso stop. «I lavoratori, informati nel corso di un’apposita assemblea, ci hanno ribadito un forte mandato per trovare un accordo. Ma non a tutti i costi». La speranza, questa volta, è che si registrino passi in avanti nel summit di questa mattina a Palazzo Raffaello. Altrimenti non si escludono nuove forme di agitazioni. Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

FOTO (ANSA)

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