Bilancio di previsione – Spese in aumento e tesoretto bloccato, tagli all’orizzonte

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Fabriano – CORSA a ostacoli per mettere a punto il bilancio di previsione 2015 che in questi giorni sta iniziando a mettere a dura prova l’amministrazione civica. Nonostante si sia chiuso il 2014 con un avanzo di amministrazione effettivo di circa 400 mila euro, al momento il Comune non può spendere quella cifra per i ferrei vincoli del patto di stabilità e dunque il cammino per arrivare al 31 luglio – termine ultimo per discutere in consiglio comunale della manovra economica – si presenta decisamente in salita. Il rischio è di incappare in più di qualche sforbiciata perfino in settori chiave come il sociale pur di evitare l’aumento delle imposte locali. «In teoria – affermano il sindaco Giancarlo Sagramola e il vice con delega alle finanze Angelo Tini – portando l’Imu al massimo in questo 2015 recupereremo il milione di euro in meno in arrivo dello Stato, ma non è questo che vogliamo fare, sebbene siamo una delle città con la fiscalità municipale più bassa tra quelle della provincia. Come proveremo in tutti i modi a mantenere l’esenzione Irpef a 12 mila euro includendo quindi i cassaintegrati di lungo corso, mentre altrove è ferma a 9 mila euro». Come già avvenuto, almeno in parte, nel 2014, ci sarà da fare i conti anche con un maggiore numero di uscite relative alle utenze. In particolare l’assestato dello scorso anno evidenzia come ci siano svariate migliaia di euro di differenza nei costi per elettricità e riscaldamento in alcune strutture del Comune, tra queste la Biblioteca Sassi a giugno 2014 trasferita nella sede assai più ampia e spaziosa al loggiato San Francesco. Lo stesso dicasi per i costi più elevati per la polizia municipale passata nei voluminosi locali di Palazzo Chiavelli, mentre in netta ascesa sono anche i costi della Pinacoteca soprattutto nel periodo in cui è stata ospitata la mostra ‘Giotto Gentile’. «Cerchiamo – evidenzia Tini – di fornire servizi sempre più importanti e all’avanguardia, ma così facendo ci esponiamo inevitabilmente a spese più consistenti per la gestione ordinaria». (FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-)

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