Bimba sviene dopo il vaccino, l’Asur: "Stress da paura"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Recanati (Macerata), 30 ottobre 2015 – «Non si è trattato in alcun modo di una complicanza dovuta all’effetto della vaccinazione». Sono le parole della dottoressa Tiziana Bentivoglio, direttrice del dipartimento di prevenzione dell’Asur, sul caso della bambina di cinque anni svenuta all’ospedale di Recanati dieci minuti dopo aver fatto una vaccinazione. «Può succedere che un bambino svenga dopo una vaccinazione – spiega la dottoressa – è un riflesso vagale, può accadere cioè che entri in gioco la componente paura, quindi lo stress, e il calo di pressione. È la risposta dell’organismo a una situazione di allarme. Comunque la piccola è stata subito trasferita in pediatria, dove sono stati fatti tutti gli accertamenti ed è stato escluso categoricamente che possa essere riconducibile alla vaccinazione, se non appunto come evento di stress. Tant’è che dopo è stata dimessa senza problemi. I controlli – prosegue – in questi casi si rendono necessari perché simili reazioni possono tradire patologie congenite che poi vengono fuori col tempo, per questo è necessario approfondire. Noi fin da subito abbiamo escluso il problema della vaccinazione, anche perché la bambina era andata in ospedale a fare dei richiami di vaccinazioni che aveva già fatto da piccola, e si tratta delle vaccinazioni più tranquille che facciamo».

L’episodio ha comunque scatenato un vespaio. Tant’è che è stata una madre che si trovava nello stesso ambulatorio in quel momento a raccontare la storia su un social network, e che dopo aver visto la piccola svenire si è rifiutata di sottoporre sua figlia alla vaccinazione. «E’ comprensibile che si sia creato qualche disagio in sala d’aspetto – continua la Bentivoglio – e ovviamente dispiace quando accade a un bambino, ma da qui a portare via i propri figli senza aver fatto la vaccinazione ce ne passa. La piccola probabilmente sarebbe potuta svenire anche dopo un prelievo di sangue». L’episodio ovviamente ha riacceso la polemica sull’utilità o meno dei vaccini in età pediatrica. Da una parte ci sono medici favorevoli, dall’altra quelli contrari o perlomeno più attenti alla vaccinazione a tutti i costi e in mezzo i genitori con i propri figli.

«Quest’approccio – conclude la direttrice – disorienta i genitori che iniziano il percorso di profilassi dei bambini. Di sicuro non aiutano a risolvere le problematiche inerenti le malattie infettive e portano a un calo della copertura vaccinale. Va detto che un buon tasso di copertura vaccinale copre sia il singolo che la collettività, ma se quella percentuale cala, a rimetterci sono solo i bambini non vaccinati con rischio di complicazioni gravissime».

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