Boldrini, viaggio nel Fermano. "Qui c’è alta qualità di vita, preservatela"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fermo, 31 gennaio 2016 - Nel pomeriggio fermano di Laura Boldrini, presidente della Camera, d’obbligo un’immersione del distretto del cappello. Prima tappa nell’azienda «Tirabasso Group» di Massa Fermana, dove la terza carica dello Stato ha potuto conoscere il titolare Serafino Tirbasso e tutta la sua famiglia, oltre alle maestranze, che hanno realizzato sul momento un cappello per l’ospite, di cui poi è stata omaggiata insieme ad un altro copricapo rigorosamente «rosso».

La Boldrini, intorno alle 18 si è spostata a Monte Vidon Corrado per vistare la casa museo di Osvaldo Licini, con annesso centro studi. Qui, accolta dal sindaco Giuseppe Forti, ha potuto ammirare la storia e persino alcune opere del pittore Licini, che con la sua arte ha lasciato un segno importante nel panorama culturale italiano del Novecento.

La presidente della Camera si è poi trasferita a Montappone per visitare il «Museo del cappello». Il sindaco Mauro Ferranti e il custode Mario Clementi hanno spiegato come è nata la lavorazione del cappello e soprattutto come questa si è evoluta fino ad oggi. Alcuni imprenditori hanno sfruttato l’occasione per illustrare alla Boldrini come questo piccolo distretto sia divenuto un’eccellenza a livello internazionale, con circa il 70% della produzione di cappelli in Italia che si realizza fra Massa Fermana, Montappone e Monte Vidon Corrado, e con oltre il 60% destinata al mercato estero.

Restando in temi di cappelli, la visita ha toccato l’azienda «Sorbatti Srl» dei fratelli Marco e Attilio Sorbatti, anche qui la Boldrini ha potuto vedere da vicino come vengono lavorati e realizzati i cappelli, in questo caso più indirizzati nel settore uomo. La visita si è chiusa con una conviviale al «Palazzo Riccucci Resort», nel centro storico di Montappone, alla presenza di amministratori e imprenditori del distretto.

«Qui non ho visto una crisi d’identità – commenta Laura Bodrini – la voglia di andarsene per cercare qualcosa di diverso. C’è l’orgoglio di voler restare in questo luogo perché offre delle opportunità. Credetemi, giro per l’Italia e ci sono situazioni difficili. In questi luoghi si vive bene, spesso i marchigiani si lamentano di essere isolati, ma forse proprio questo ha contribuito a preservare le Marche. Qui c’è un paesaggio unico: mare, colline e montagne, c’è una qualità della vita alta e un cotesto sociale che funziona».

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