Bollette false, via al maxi processo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 9 aprile 2016 – Degli oltre 400 presunti truffati, soltanto 26 si sono costituiti parte civile.

La carica delle vittime del presunto raggiro sulle bollette dell’energia elettrica è stata quindi in sostanza meno consistente del previsto. Perché in effetti sono ben 437 le persone offese nel processo che è iniziato ieri mattina e che vede indagate sei persone, accusate di aver sottoscritto un’impressionante quantità di contratti falsi per conto di una società mandataria dell’Enel, truffando in questo modo centinaia di cittadini.

Ma in che modo agivano? Secondo l’accusa, i sei, in concorso tra loro, avrebbero procacciato all’Enel 400 nuovi abbonati, registrando contratti corredati di firma falsa di altrettanti residenti ad Ascoli e provincia, i quali, ignari di tutto, da un giorno all’altro si sono visti recapitare due bollette: una dell’azienda della quale erano effettivamente clienti e una della Enel Energia, con la quale non avevano però in realtà nessun rapporto.

I truffati sono andati a chiedere spiegazioni all’ufficio Enel di Ascoli, ma si sono visti mostrare il contratto nel quale era scritto che avevano deciso di cambiare gestore, con tanto di regolare firma dell’intestatario.

Le vittime hanno però assicurato di non aver firmato nulla, e a quel punto, di fronte all’enorme quantità di persone che sono andate allo sportello per chiedere spiegazioni, è iniziato a serpeggiare il sospetto che si trattasse di una truffa bella e buona.

Così sono state avviate le indagini, al termine delle quali sono stati rinviati a giudizio i due titolari della «A.Esse.Gi snc», la società che si occupava di procacciare contratti di fornitura di energia elettrica e gas per conto di altre due ditte di brokeraggio, a loro volta mandatarie di Enel Energia SpA.

Oltre ai due titolari, poi, sono finiti a processo anche la responsabile del call center, le due centraliniste e una segretaria.

L’attività di procacciatore di affari prevede di contattare i nuovi potenziali clienti, ai quali illustrare le caratteristiche del servizio offerto. Nel caso i clienti accettino, viene sottoscritto un nuovo contratto che viene fatto firmare.

Nella circostanza in questione, però, i dipendenti della società hanno provveduto, secondo l’accusa, ad apporre loro stessi le firme, riuscendo così a dimostrare all’Enel e alle società di brokeraggio di aver procurato nuovi clienti. Per ogni contratto veniva percepita una provvigione di 40/50 euro, che in totale ammonta ad oltre 20 mila euro. Cifra che è stata versata dalle società di brokeraggio e dall’Enel stessa, che quindi figurano nell’elenco delle parti offese.

Il processo si è aperto con l’ammissione di 26 parti civili, ma i tempi previsti sono lunghi e c’è il rischio di prescrizione. I fatti risalgono infatti al 2010 e ieri è iniziata la fase dibattimentale, durante la quale decine di vittime saranno chiamate a testimoniare.

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