Bollette, rimborsi e convegni: le spese pazze dei Comuni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 2 gennaio 2015 - Spese per medicinali da far invidia a un pronto soccorso, convegni per decine di migliaia di euro, bollette della luce a sei zeri. Sono musica per le orecchie dell’antipolitica i numeri sulle spese degli enti locali pubblicate dal governo sul sito internet «soldipubblici.gov.it». Una radiografia, voce per voce, dei soldi pubblici che escono dalle casse di Regioni, Province e Comuni.

E non c’è bisogno di essere esperti di conti per intuire che certe cifre sono esagerate. Se non altro perché, a parità di compiti e di servizi, i costi cambiano da città a città. E capita che, per lo stesso capitolo di spesa, Comuni con meno abitanti (e meno dipendenti) spendano più del doppio rispetto ai Comuni più grandi. Tanto per fare un esempio, nel 2014 il Comune di Tolentino ha speso 70mila euro e rotti per «Medicinali, materiale sanitario e igienico»; a Macerata, invece, il conto è di 26.957,30 euro.

Un altro esempio: a Potenza Picena sono stati sborsati oltre 9mila euro di rimborsi spesa agli organi istituzionali; a Civitanova per la stessa voce non si arriva a 700 euro. Virtuoso sui rimborsi, Palazzo Sforza non sembra badare a spese sul capitolo «Manifestazioni e convegni»: 332mila euro in un anno. Tra Recanati e Tolentino, poi, ballano oltre 400mila euro di differenza sulle bollette del riscaldamento: 515mila euro nella città di Leopardi, 97mila a Tolentino. Colpa del clima impazzito?

 



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