Boom per il social dei genitori single: tremila iscritti tra Emilia Romagna e Marche

giuditta

Una pizza con i propri figli, il cinema o semplicemente una gita fuori porta. Attività piacevoli che possono però diventare faticose per una mamma o un papà single: il tempo scarseggia, i soldi pure, e spesso anche le amicizie giuste. Così, per tante ragazze madri, padri separati o divorziati, la vita sociale è un tabù.

Una mano arriva dal web. E più precisamente da Gengle, il portale dedicato ai genitori soli, che a pochi mesi dal suo lancio ha già ricevuto migliaia di adesioni in tutta Italia. Solo Emilia Romagna e Marche insieme contano tremila iscritti, trecento solo a Modena e a Bologna. Far parte della community è semplice: basta registrarsi, lanciare una proposta o aderire a quelle fatte degli altri gengle (genitore +single). A questo punto non resta che incontrarsi.

A creare Gengle è stata Giuditta Pasotto, giovane mamma separata con due bambini, che ha fatto di necessità virtù. “Tutto nasce da una mia esigenza personale – racconta -. Gestire i figli da single è complicato. Tante volte ho pensato: li porto al mare. Poi la fatica del viaggio e la paura che si annoiassero mi hanno fatto desistere. Se ci fosse stato qualcuno, magari un’altra mamma sola, sarebbe stato tutto più facile”.

Da qui l’idea di mettere in rete i genitori soli. “Abbiamo bisogni un po’ diversi dalle altre mamme e dagli altri papà – continua Giuditta -. E anche i nostri figli si assomigliano per esigenze e sensibilità”. E creare un network vuol dire anche mettere insieme risorse di tempo e soldi. “Le nostre sono anche difficoltà economiche. Il mio obiettivo è che in futuro gli iscritti possano godere di agevolazioni o sconti”. Ecco in cosa Gengle si differenzia dagli altri social: “Non siamo una comunità virtuale. Ci incontriamo e ci aiutiamo per davvero”.

Gengle è online da settembre. Si articola in base alle tipologie di attività e al luogo. Per i concittadini infatti è più facile incontrarsi, anche se niente vieta a chi abita lontano di organizzarsi. Nelle Marche ad esempio, dove è nato uno dei primi gruppi gengle, i genitori sono molto attivi e per vedersi attraversano tutta la regione

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