Bruno Bucciarelli è il nuovo presidente di Confindustria Marche

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 8 maggio 2015 – Il nuovo presidente di Confindustria Marche è Bruno Bucciarelli. Già presidente della territoriale di Ascoli Piceno, succede a Nando Ottavi che ha guidato l’organizzazione nell’ultimo triennio, al quale ha rivolto il primo ringraziamento nel discorso pronunciato davanti alla Giunta che lo aveva appena eletto. Laureato in biologia, come imprenditore è impegnato da oltre 30 anni nel settore del Terziario Innovativo (consulenza, analisi chimiche industriali, microbiologia e biologia molecolare, ambiente e sicurezza). In qualità di titolare e amministratore dei Laboratori Bucciarelli con sedi ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Pomezia, occupa oltre 30 dipendenti, per la maggior parte quadri tecnici e laureati. Le aziende hanno una serie di certificazioni (Emas, Iso 9000, tra le altre) e sono accreditate presso il Miur e il Ministero della Salute. Promotore di importanti realtà consortili, Bucciarelli è responsabile della iniziativa di bonifica e riqualificazione urbana della Restart srl, denominata «Ascoli21». Il ruolo sociale dell’impresa, l’attenzione per le Pmi, il rafforzamento della rappresentanza e lobby regionale, il completamento della riforma di Confindustria i temi trattati nel suo discorso di insediamento. «Siamo tutti coscienti del momento che stiamo attraversando e degli sforzi che ognuno di noi sta sostenendo in ragione anche del ruolo che l’impresa riveste nelle dinamiche della coesione economica e sociale di questa regione» ha detto Bucciarelli.

A fronte delle difficoltà delle crisi e del quadro variegato della ripresa, è «fondamentale per tutti è l’apertura ai nuovi mercati e l’internazionalizzazione, che va perseguita insieme alla innovazione e ricerca – ha sostenuto il nuovo presidente di Confindustria Marche -. Le risorse umane sono fondamentali per la crescita delle imprese ed i giovani rappresentano risorse preziose su cui investire. Per le piccole imprese stringere alleanze, promuovere reti ed aggregazioni per rafforzarsi e competere diventa strategico». Bucciarelli inoltre ritiene che la elezione sia «anche una grande testimonianza della vitalità del sistema» caratterizzato da un tessuto di Pmi e «della sua forza di saper includere tutte le imprese e tutti i diversi settori. La mia è un’azienda del terziario cresciuta nel tempo anche grazie al confronto e la collaborazione con tante grandi imprese». Bucciarelli è stato presidente della sezione del terziario innovativo e del Comitato Piccola Industria di Ascoli Piceno.

A giudizio del nuovo presidente «è indispensabile rafforzare la rappresentanza e la lobby regionale, in cui dobbiamo riuscire a parlare sempre ‘con una voce sola, forte ed autorevolè, pur nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Proprio in questi giorni, a ridosso delle elezioni regionali – ha ricordato -, abbiamo presentato un documento ai candidati presidenti, in cui abbiamo raccolto le esigenze e le priorità per il rilancio del nostro sistema produttivo. È forte in noi la consapevolezza che ora più che mai le Marche si trovano ad un bivio: o riusciamo a riprendere la crescita ed avvicinarci di nuovo alle regioni più competitive, o rischiamo invece un pericoloso declino. Il nostro principale interlocutore, la Regione – ha sottolineato -, sta subendo anch’essa una modifica istituzionale, le Province scompariranno, le risorse saranno sempre più limitate per il contenimento della finanza pubblica, la sanità continua ad assorbire la gran parte del Bilancio regionale, le risorse per lo sviluppo saranno sostanzialmente quelle europee. Tutto ciò – ha insistito – imporrà alle ostituzioni scelte molto selettive e al sistema Confindustria la capacità di orientare le risposte in rapporto alle esigenze delle imprese». Il testo del documento «sarà anche la base di partenza per il confronto con la Regione». Bucciarelli ha ricordato «l’obiettivo più ambizioso» della riforma del sistema confindustriale: «pervenire, dopo un periodo di sperimentazione a statuti invariati, ad una unica Associazione Territoriale a perimetro regionale, in grado di assorbire in sé tutte le funzioni delle varie componenti del sistema, continuando a garantire la presenza sul territorio. Il percorso non sarà semplice, ma sappiamo anche di dover lavorare per il raggiungimento di questo importante obiettivo, per il quale ci siamo dati delle scadenze».



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