Brutale rapina, il farmacista torna al lavoro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 10 agosto 2015 - Non si trova. E’ riuscito a dileguarsi. Ora è più difficile rintracciare il rapinatore che l’altra sera con la pistola in mano è entrato nella farmacia Mari di Largo Aldo Moro, davanti all’Astra, razziando circa 1000 euro per poi fuggire a piedi. Il malvivente, alto, ben piantato, capelli grigi, tipo distinto, sulla sessantina – i carabinieri hanno già un identikit – non poteva immaginare di ritrovarsi dietro per almeno venti minuti o mezzora il titolare della farmacia, Claudio Mari, 61 anni, che si è lanciato all’inseguimento per recuperare i soldi. Il farmacista, che faceva molto affidamento sulla sua passione per la boxe, non ce l’ha fatta a bloccare il rapinatore ricevendo un colpo in faccia col calcio della pistola. Eppure Mari non si è perso d’animo continuando ad inseguirlo: «Ma non correva sempre – racconta il farmacista – ogni tanto camminava e ogni tanto correva. Quando rallentava io rallentavo, e indicavo alla gente che incontravo che quello davanti a me era un rapinatore. Ad un bagnino ho detto di chiamare i carabinieri, ad un altro di aiutarmi a seguirlo. Purtroppo la gente non ha capito subito cosa stava succedendo e in più era buio quindi sono rimasto solo. Fino a quando l’ho perso di vista anche perché ero sanguinante (VIDEO)». Portato al pronto soccorso, i medici hanno praticato tre punti di sutura a Claudio Mari. Ieri era di nuovo in farmacia con più rabbia della sera prima: «Se lo rivedessi davanti, lo riconoscerei senza dubbio ma non credo che succeda».

INTANTO Pierpaolo Frega del Silp Cgil polizia, scrive: «Sebbene ministro, prefetti e questori cerchino di minimizzare, il 77% di questi reati restano senza un colpevole. Se sabato sera l’amico Claudio Mari ha provato sulla sua pelle cosa significhi, con la sua attività, essere bancomat per la microcriminalità, gli allarmi e le telecamere non bastano. In Italia abbiamo un furto nelle attività economiche ogni 5 minuti. Quando denunciamo una mancanza di strategia di prevenzione, una polizia sempre più vecchia, investimenti sempre più scarsi, noi simao sinceri di fronte a governi che mentono. Pesaro e provincia sono lo spaccato della crisi del sistema sicurezza: pochissimi lavoratori, nessun rinforzo negli organici, servizi sempre maggiori. Serve un’inversione di tendenza: investimenti a lungo termine e strategie immediate di contrasto al crimine. Non siamo più ad una crisi sulla insicurezza percepita, oggi l’insicurezza è reale».

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