Buon Compleanno a Francesca Neri

Francesca Neri
fonte >>> Mymovies

Francesca Neri è nata a Trento il 10 febbraio del 1964.
Attrice ormai consolidata e produttrice cinematografica di successo,  Francesca Neri è conosciuta per le sue labbra inconfondibili, gli occhi languidi e un dolce sorriso. Ovviamente non è solo il suo viso a renderla una delle attrici italiane più apprezzate del grande schermo; la sua carriera è iniziata con il cinema scandaloso di Bigas Luna ed è proseguita con una galleria di personaggi spesso tormentati e sconsiderati, in bilico tra follia e malattia. Poi, ad un certo punto, ha cambiato rotta, si è fermata, sia nella vita privata che quella professionale. E così è iniziata la seconda vita dell’attrice, concentrata in ruoli impegnati, più “tranquilli”, parti drammatiche di cinema d’autore. Una doppia vita che sfuma i contorni tra la personalità della finzione e quella vera e reale della vita di tutti i giorni.

Esordio con Giuseppe Piccioni
Nata e cresciuta a Trento, Francesca Neri si trasferisce giovanissima a Roma per studiare recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il primo ingaggio si rivela fortunato: la vediamo esordire con Giuseppe Piccioni nel sentimentale Il grande Blek (1987) dove interpreta una delle ragazze protagoniste. Il film è un viaggio a ritroso nella cultura degli anni Settanta, e la recitazione equilibrata e sensuale dell’attrice si rivela una parte fondamentale per ricreare il clima di indecisione di un gruppo di giovani insicuri e disorientati. Prosegue la carriera con una piccola parte in Una donna spezzata (1988), seguito dal più interessante Bankomatt (1988), dove affianca Bruno Ganz e Omero Antonutti nel racconto di una rapina in banca, e dalla commedia Buon Natale, buon anno (1989) di Luigi Comencini, dove interpreta una giovane ragazza in autobus.

L’età di Lulù e l’incontro con Massimo Troisi
Per raggiungere la popolarità ci vuole fortuna, talento e un pizzico di furbizia. L’audacia dell’attrice la porta ad accettare il ruolo da protagonista ne Le età di Lulù (1990) di Bigas Luna, diventando in poco tempo un’icona sexy degli anni Novanta. La spudoratezza erotica del film la fa apparire fragile e coraggiosa allo stesso tempo, e la sua interpretazione, malgrado la pochezza della storia, resta memorabile. Partecipa poi al lungometraggio Captain America, tratto dai fumetti Marvel, alla serie tv La stella del parco e a Pensavo fosse amore…invece era un calesse scritto, diretto e interpretato da Massimo Troisi, dove veste i panni dell’innamorata indecisa dell’artista napoletano, ruolo che le vale il primo Nastro d’Argento. Nel 1992 passa a film di impronta internazionale come La corsa dell’innocente di Carlo Carlei ma resta fedele anche a piccole storie provinciali come l’episodio di Sabato italiano di Luciano Manuzzi, dov’è una spogliarellista assoldata da un gruppo di ragazzini, o l’intimistico Al lupo al lupo, dov’è la sorella ribelle e distratta di Carlo Verdone e Sergio Rubini. L’anno dopo viene ingaggiata da Gabriele Salvatores in Sud, poi decide di ritornare in Spagna a girare Spara che ti passa di Carlos Saura, film inguardabile, retto solo dall’interpretazione sofferta dell’attrice.

La trasferta in Spagna con Almodovar
Adatta a ruoli intensi e drammatici, a metà anni Novanta si concentra su un cinema più impegnato: è la musa ispiratrice di Alessandro Benvenuti in Ivo il tardivo (1995), partecipa al film sugli anni di piombo La mia generazione (1996) di Wilma Labate, al corale Il cielo è sempre più blu (1996) di Antonello Grimaldi e a Le mani forti (1997) dove fa coppia con Claudio Amendola, dentro e fuori dal set. In questi anni infatti, dopo una lunga relazione con il produttore Domenico Procacci, si lega sentimentalmente all’attore romano, con il quale avrà il figlio Rocco. Ritorna poi in Spagna, pronta a farsi notare ancora con un personaggio complesso nell’intricatoCarne tremula (1997) di Pedro Almodovar, ruolo che le fa vincere il secondo Nastro d’Argento come miglior attrice. I ruoli tormentati le si addicono: la vediamo ne Il dolce rumore della vita (1999) di Giuseppe Bertolucci e qualche tempo dopo nel narcisistico La felicità non costa niente (2002) di Mimmo Calopresti.

Un paio di film in America e il grande ritorno in Italia
Brava anche in parti comiche, fa parte del cast di Matrimoni (1998) di Cristina Comencini e di Io amo Andrea (2000) di Francesco Nuti, poi prende l’aereo e scappa in America, dove viene scritturata in Hannibal (2001), dov’è la moglie dell’ispettore Giancarlo Giannini. Resta per un periodo negli Stati Uniti e, a malincuore per i suoi fan, partecipa al pessimo Danni collaterali, dove fa coppia con Arnold Schwarzenegger. Ritorna in patria con Per sempre (2003), scritto da Maurizio Costanzo e diretto daAlessandro Di Robilant, e con il fantascientifico Il siero della vanità (2004) di Alex Infascelli, nella parte originale di Sonia Norton, conduttrice televisiva che non guarda in faccia a nessuno, pur di difendere il suo programma trash e volgare. Riprende il ruolo di donna colta e seducente ne La cena per farli conoscere (2006) di Pupi Avati, è la protagonista della serie tv La signora delle camelie (2005) ed è la moglie di Silvio Orlando, nonché madre di un’assassina, ne Il papà di Giovanna (2008). Anche se molto impegnata sul set cinematografico come attrice, decide di provare anche la strada della produzione: nel 2005 investe in Melissa P. e qualche anno dopo inRiprendimi di Anna Negri.

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