Busta con pistola al dirigente Botticelli. «Continuerò a lavorare tranquillo»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Matelica, 5 settembre 2015 – Un pacco postale dal contenuto minatorio è stato ricevuto dal matelicese Sandro Botticelli, 61 anni, direttore amministrativo dell’ufficio scolastico provinciale, responsabile del settore graduatorie del personale e contenziosi legali. Martedì gli è stato consegnato in ufficio, nella sede del Provveditorato agli studi, a Macerata, un plico contenente una pistola giocattolo. La busta, una antiurto con film a bolle interne, era regolarmente affrancata e indirizzata al «dottor Sandro Botticelli». All’interno la pistola era chiusa tra due sacchetti di plastica riciclabili da farmacia.

Nessuna pista per ora sembra essere stata scartata, né quello di uno scherzo idiota fatto da qualcuno con uno strano senso dell’umorismo, né un possibile messaggio indirizzato a Botticelli per qualche vicenda professionale o personale. A rendere ancora più misterioso l’episodio il fatto che il misterioso pacco è pervenuto a Botticelli solo tre giorni dopo che ignoti, nottetempo, avevano visitato la sua abitazione rubando valori e gioielli per un migliaio di euro. Una coincidenza molto strana.

Botticelli non riesce a darsi una risposta per quanto accaduto. «Credo che qualcuno – dice – abbia preso davvero una cantonata e un po’ male qualche situazione che si è venuta a creare indipendentemente da me, anche perché il mio ruolo all’interno dell’ufficio scolastico provinciale riguarda la gestione del personale e l’ufficio contenzioso, quindi è vero che tutte le vicende legate alla vita professionale ricadono in qualche modo su di me, ma io mi devo limitare ad applicare scrupolosamente le normative, senza alcun potere discrezionale».

È da escludere, quindi, che qualcuno l’abbia presa di mira per qualche contenzioso in particolare?

«Questo non posso saperlo con sicurezza – risponde il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Macerata – anche perché è vero che ultimamente potremmo avere inciso su qualche situazione professionale, per titoli o per posizioni, facendo quindi slittare qualche nome sulle graduatorie, ma anche lì siamo costretti a rispettare in maniera pedissequa e puntigliosa le norme statali, e comunque agiamo sotto la supervisione sindacale, quindi non sono certo io, Sandro Botticelli, a decretare una condizione rispetto ad un’altra».

Perché allora proprio lei e proprio in questo momento?

«Questo sinceramente non lo so, anche perché in quarant’anni di servizio non mi era mai capitato un episodio del genere».

Potrebbe dipendere dalla sua militanza politica?

«Lo escludo categoricamente, tanto più che mi sono di fatto ritirato a vita privata e ora posso dire tutto ciò che voglio senza remore, liberamente».

Qualcuno ha anche ipotizzato che l’utilizzo della doppia busta biodegradabile da farmacia, per incartare la pistola all’interno del plico postale, possa avere un qualche legame con sua moglie, responsabile della farmacia comunale di Matelica…

«Anche questa la definirei un’ipotesi infondata e azzardata, dato pure che chi ha scritto l’indirizzo sembra essere stato un addetto ai lavori, non avendo omesso nulla sull’incartamento all’ufficio scolastico provinciale».

Non potrebbe essere un altro indizio, dunque, come lo strano furto in casa sua avvenuto una settimana fa?

«Quello per me è stato una specie di scherzo – dice ancora il 61enne Botticelli – forse di qualcuno che mi voleva invitare a mettere un buon antifurto per quando non ci sono, niente di più».

Continuerà quindi a svolgere il suo lavoro con serenità o avrà maggiore prudenza?

«Ho sempre svolto il mio lavoro con serietà e professionalità, nel pieno rispetto delle norme, e non potrò certo fare delle eccezioni proprio da qui in avanti».

Matteo Parrini

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