"Caccia alla volpe, stop alla crudeltà". Sommossa ambientalista contro la pratica della Provincia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 12 marzo 2015 – Una decisione che grida vendetta ed è pronta a scatenare anche gli animalisti dell’ultima ora. Sono decine e decine le mail arrivate ieri alla redazione del Carlino contro la decisione presa dalla Provincia di Ancona che ha dato l’autorizzazione all’abbattimento degli esemplari di volpi in tutto il territorio di sua competenza.

A scatenare la furia dei cittadini, in particolare, la metodologia, quella della caccia in tana. Si tratta di un metodo piuttosto crudele: cani appositamente addestrati vengono fatti entrare nelle tane occupate dai cuccioli e dalle loro madri. I piccoli sono sbranati, mentre le mamme, in fuga dalla tana, trovano i fucili dei cacciatori ad attenderle. Ci sono numerosi precedenti in Italia, da Treviso a Siena, in cui la decisione di adottare questo tipo di concessione ha provocato una sommossa popolare.

All’origine della decisione della Provincia ci sarebbero, come è stato per i cinghiali nella zona del Conero, i disastri provocati da questi animali, danni causati alle campagne e anche agli animali di alcuni allevatori. Nella pioggia di lettere degli animalisti viene invece descritta la funzione della volpe «che svolge un ruolo biologico estremamente importante pur essendo costantemente cacciata nel nostro paese con il pretesto dei presunti danni causati e declamati con campagne diffamatorie. Notizie – dicono con certezza – che non hanno alcun fondamento. In verità l’unica ‘colpa’ delle volpi è quella di essere un ‘competitor’ delle doppiette dei sadici e disumani cacciatori».

In altre parole mangiando esemplari come i fagiani toglierebbero prede ambite agli amanti dell’attività venatoria. I cittadini che si sono schierati in difesa delle volpi riferiscono in particolare della caccia in tana, metodo che la Provincia avrebbe deciso di adottare per eliminare alcuni esemplari. «E’ previsto – riferiscono – l’utilizzo di cani che verrebbero sguinzagliati verso i cuccioli inermi mentre la madre cerca di difenderli al prezzo della sua stessa vita. Un metodo pericoloso anche per i cani stessi, oltre che di una barbarie inaudita».

Per tutelare entrambe le specie, volpi e cani, gli animalisti chiedono che «vengano rispettate le leggi e quindi l’obbligo di adottare metodi ecologici, il primo tra tutti quelli di imporre la custodia diligente dei propri animali da cortile mettendoli al sicuro durante la notte». E’ su tutte le furie la presidente della Provincia, Liana Serrani che specifica «sono una animalista convinta». Ma aggiunge anche che «quella in corso è una denigrazione totale verso di chi ha fatto il lavoro in modo molto più restrittiva.

Questo tipo di caccia è consentita fino al 31 marzo solo nelle aree di ripopolamento ed è molto più restrittiva di quella che autorizza l’organo ministeriale. Per due talebani che non si sono documentati a dovere dovremmo pagare il prezzo della disinformazione. Stiamo pensando anche alla possibilità di un’azione legale». La petizione per far cambiare idea alla Serrani è partita dal Wwf Ancona.



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