Cacciatore confessa: colpo partito per sbaglio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Amandola (Fermo), 12 novembre 2014 – Proseguono le indagini dei carabinieri (coordinati dalla Procura della Repubblica di Fermo) sull’incidente di caccia di Amandola. Da indiscrezioni sembra che le indagini siano arrivate a buon punto: con ogni probabilità si è trattato di un incidente involontario, accaduto ad uno dei cacciatori della battuta di caccia al cinghiale – che ormai dovrebbe avere un nome certo – mentre riponeva il suo fucile. In quel frangente, secondo indiscrezioni, dovrebbe essergli partito il colpo che ha raggiunto il malcapitato Enzo Marinangeli, 44 anni, mentre era al lavoro nel campo. Sembra che il responsabile, di lunga esperienza venatoria, si sia presentato spontaneamente.

Si sarebbe trattato soltanto di fatalità: infatti resterebbe soltanto da chiarire il motivo del mancato soccorso per avere un quadro definitivo della situazione. Intanto le traversie del ferito non sono finite: i medici non sono riusciti ad estrarre tutte le schegge del proiettile, che hanno anche intaccato il polmone. Nell’impatto con la scapola si sono formate anche schegge di ossa, che hanno aumentato i danni. Il cognato, sempre presente all’ospedale di Macerata, ha riferito che le condizioni sono buone, ma ancora Marinangeli non è fuori pericolo. «Entro le prossime 24 ore attendiamo il responso dei medici, che pensano di asportare una parte di polmone – dice –. Intanto siamo rimasti impressionati della forza di Enzo: questa mattina (ieri, ndr) ha aperto gli occhi riprendendo coscienza, cosa che fa ben sperare, poi è stato sedato per non farlo agitare, perché ancora la prognosi non è sciolta: viviamo ora per ora.

Siamo molto grati per l’operato dei medici di Macerata, che sono riusciti in poco tempo a bloccare tutte le emorragie, comunque abbiamo la certezza che sia ancora vivo solo per un miracolo. La vicenda ci ha messo in forte crisi, ma stiamo trovando forze inaspettate: ringraziamo tutti coloro che ci sono vicini con la presenza e la preghiera. Nel frattempo abbiamo messo la questione in mano ad un legale e attendiamo con ansia che il responsabile dica tutta la verità, senza paura. Ci fidiamo completamente delle indagini della Procura di Fermo». Intanto corrono le voci, spesso impropriamente, nel piccolo paese di Amandola, ancora scosso per l’assurda vicenda. Non si parla di altro in attesa che si possa giungere alla verità e alla completa guarigione del 44enne Enzo Marinangeli.



 

Precedente Ascoli, Comune senza liquidità chiede 13 milioni a Unicredit Successivo Punteruolo rosso: infestate altre otto palme