Calcinaro sindaco, la possibile grande svolta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 17 giugno 2015 – Man mano che passerranno i giorni si focalizzerà meglio la portata del risultato elettorale registratosi a Fermo. La città da ieri ha iniziato davvero un cammino diverso e nuovo. Finora aveva avuto sindaci espressione dei partiti, lo stesso Saturnino Di Ruscio della prima ora, pur essendo un neofita della politica e una carta a sorpresa tirata fuori per smuovere le acque, venne subito ingabbiato negli schemi di Forza Italia e del centrodestra, che alla lunga gli sono stati fatali, in quanto gli hanno impedito, una volta entrato in rottura con il sistema, di ritagliarsi un’identità autonoma.

Anche Paolo Calcinaro, quando iniziò la sua esperienza politica, dovette per forza farlo attraverso regole partitiche, ma mai le ha sposate in pieno, mantenendo le sue radici popolari più che civiche. Perché a lui, anche adesso, fai fatica ad attribuirgli l’etichetta di civico, tutti infatti lo hanno sempre visto e considerato come un ‘fermano vero’ o ‘verace’ che dir si voglia.

Espressione del popolo, dunque, ma anche della partecipazione diretta del cittadino qualunque, che crede ancora nella possibilità di fare il bene della città. Le stesse caratteristiche le ha il suo compagno d’avventura, Francesco Trasatti, ma molto più sfumate perché ha fatto meno vita di contrada e di piazza. Scorrendo la lista degli eletti di ‘Piazza Pulita’ trovi tantissimi neofiti della politica, ma che per la città si sono sempre dati da fare in altri modi, e tantissimi giovani, che hanno voglia di impegnarsi, alcuni lo fanno già per la propria contrada, ma rifiutano la politica tradizionale.

La voglia e l’entusiasmo, dunque, hanno permesso questo risultato eccezionale, adesso Calcinaro e i suoi potranno mettere in pratica i loro propositi. Nessuno si aspetti che lo facciano con i metodi tradizionali – difficile ingabbiare molti che fanno parte del movimento – ma proprio in questo il nuovo sindaco dovrà dimostrare tutte le sue qualità.

Lui lo sa bene ed è il primo a conoscere quali sono le doti su cui potrà contare (esperienza della macchina comunale e della elefantiaca burocrazia amministrativa) e che dovrà assolutamente acquisire (una forte capacità di mediazione). Dalla sua ha sicuramente un vantaggio che farà presa sulla città: non si chiuderà nel palazzo (una delle principali colpe di Nella Brambatti), i fermani potranno trovarlo sempre e sarà addirittura lui ad andare a cercarli. Fermo – e lo ha dimostrato con il voto – gli chiede una cosa, una soltanto: tenga lontano il partito degli affari (non solo del mattone), i rimasugli dei partiti tradizionali, certe nobili consortorie e gli arrivisti di professione.

Qualcuno di loro ha tentato l’aggancio alla vigilia del ballottaggio, qualche altro domenica notte ha cercato subito di salire sul carro del vincitore. Calcinaro e i suoi devono mantenerli a distanza perché hanno promesso rottura con il passato, che saranno davvero il nuovo e che praticheranno metodi diversi.

Molti dei diecimila fermani che li hanno votati e di quel 50% di elettorato che si è astenuto da tempo aspettano una nuova politica per la città, per anni hanno creduto nelle liste civiche e stavolta i primi hanno dato fiducia a Calcinaro e i secondi hanno preferito restare a casa. Quando un mese e mezzo fa sono iniziati a circolare i nomi dei candidati, buona parte della città ha capito che Paolo Calcinaro e Pasquale Zacheo potevano fare al caso. Poi, il capitano dei carabinieri ha commesso l’errore fatale di imbarcare il Pd e così pian piano c’è stato lo spostamento verso l’avvocato, chiaro al primo turno e impressionante al ballottaggio. Il nuovo sindaco, con la sua modestia e umiltà, sa tutto questo ed è pronto a non deludere.



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Fermo, Calcinaro si è insediato: "E’ l’ora dei fatti" Successivo Ricci, più sindaci nel nuovo Senato