Caldaia esplosa, colpa di una bolla di metano

vigili del fuoco

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – VERIFICHE tecniche e sopralluoghi per tutta la mattinata dell’altro giono nella palazzina di tre piani di Cerreto d’Esi al civico 31 di via Dante dopo la grande paura di lunedì sera quando si è verificata l’esplosione al pianterreno di un locale in ristrutturazione dove stavano lavorando tre operai. In particolare si è cercato di risalire alla causa della fuoriuscita del gas che ha fatto scattare il fuggi fuggi generale tra i residenti degli altri sei appartamenti e l’immediata richiesta di soccorso ai vigili del fuoco. I controlli dell’altro giorno hanno confermato l’agibilità sia del locale di 60 mq dove è avvenuto l’incidente, sia degli altri alloggi. Vigili del fuoco e inquirenti hanno continuato a concentrarsi sulle ipotesi per cercare di ricostruire dinamica e motivi dello scoppio. Di sicuro si tratta di cause accidentali probabilmente dovute alla prima attivazione della caldaia ricavata nella zona del controsoffitto. In pratica si sarebbe formata una sorta di bolla di metano appena dopo l’accensione della caldaia che avrebbe così innescato il ‘botto’ tale da mandare in frantumi i vetri di alcuni finestre e da far cadere a terra svariati detriti. I tre operai che stavano lavorando in quell’area sono comunque riusciti ad abbandonare il locale appena dopo l’esplosione slalomeggiando tra i detriti e riferendo ai medici di non avere avuto alcuna conseguenza fisica. «Pensavo di morire», ha raccontato invece uno dei residenti del secondo piano ai pompieri che per un paio d’ore hanno evacuato la palazzina, cercando di tranquillizzare gli abitanti inevitabilmente spaventati dal boato e dai cedimenti. Bene è andata, insomma, che nessuna persona sia rimasta coinvolta in modo diretto perché l’allarme è scattato praticamente sùbito e l’edificio si è svuotato in modo molto rapido. Notizia riferita dal Resto del Carlino

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