Calzature, autunno grigio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 7 settembre 2014 – Il distretto calzaturiero del Fermano, dopo un Micam poco entusiasmante, rischia di vivere un autunno molto grigio.

Due i grandi timori che serpeggiano tra gli imprenditori: la crisi internazionale con la Russia e il ‘made in’.

I rapporti commerciali con la Federazione russa, già in calo prima della fiera di Milano, rischiano di interrompersi del tutto per le sanzioni minacciate da Usa e UE e le ritorsioni di Putin con il blocco delle importazioni, per via della situazione in Ucraina (altro Paese importante per il nostro distretto). Ai russi le scarpe fermane di media qualità facevano già meno gola, preferendo orientarsi verso altri produttori o provando loro stessi a realizzarle in paesi terzi. Se dovesse scattare l’embargo, si verrebbero però a trovare in difficoltà anche le nostre grandi firme.

Micam e situazione russa, pertanto, hanno fatto capire definitivamente agli imprenditori l’importanza di diversificare i mercati e della flessibilità aziendale, per rispondere alle modifiche improvvise della domanda.

Ma le ultime settimane vissute dal comparto calzature hanno anche confermato la necessità che l’Unione Europea approvi definitivamente il regolamento per il ‘made in’, unico modo per salvaguardare la qualità produttiva italiana e fermana, e per interrompere la delocalizzazione, stimolando al contempo il rientro di molte aziende, altrimenti impossibilitate a utilizzare l’etichetta ‘made in’.

Quindi, i rimedi diretti degli imprenditori non bastano più. Servono quelli politici. E il governo italiano deve evitare al distretto calzaturiero e a tutto il Fermano un autunno grigio e un inverno rigido.



Precedente Liubetta Novari è 'La più bella del mondo' Successivo Blog Grillo,dubbi su salvataggio BM