Cambiamento? Nella sanità

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 6 giugno 2015 – OLTRE all’astensionismo dilagante, tra gli aspetti negativi delle elezioni regionali, c’è anche l’assenza totale di rappresentanza femminile nella provincia di Pesaro e Urbino. Evento non banale, anche se già ipotizzabile al momento della presentazione delle liste, con l’unica eccezione della grillina fanese Rosella Accoto che è stata la più vicina alla meta di tutte le candidate. D’altra parte con le preferenze la suddivisione di genere è sempre ai limiti dell’impossibile, soprattutto in assenza di partiti organizzati. Compreso un Pd che ha preferito puntare sulla valorizzazione territoriale rispetto alla presenza femminile. Ci penserà il governatore Luca Ceriscioli, visto che ha già annunciato tre donne sue sei assessori della giunta regionale. Quello che difficilmente potrà fare sarà inserire un altro pesarese nell’esecutivo. Un po’ per cancellare una volta per tutte il refrain del centralismo pesarese, inventato da Marche 2020 e da un po’ di mass media anconetani, dove di centralismo regionale se ne intendono alquanto. Un po’ perché ci sono da rappresentare altre due liste di maggioranza, oltre al Pd. E, soprattutto, tutte e cinque le province. Insomma il cambiamento rispetto all’epoca Spacca appare di tutt’altro tipo rispetto alla questione settentrionale che, pure, ha avuto il suo peso nel risultato vittorioso di Luca Ceriscioli. D’altra parte il vero cambiamento lo si potrà vedere solo nei fatti. Il banco di prova non è la giunta, bensì il riequilibrio sanitario. Ceriscioli, prudente come sa esserlo, ne ha parlato poco durante la campagna elettorale. Ma è chiaro a chi conosce le cose che senza una Sanità meno incentrata su Ancona, dove ancora esistono fior di doppioni, un riequilibrio territoriale reale non si potrà fare. Non è facile, ma indispensabile. Se si vuole cambiare davvero.



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