Campitelli: «Non possono esserci telefonate che mi riguardano»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 19 giugno 2015 – Neanche Luciano Campitelli, presidente del Teramo, ha parlato di fronte agli inquirenti di Catanzaro. Come il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe, infatti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Abruzzesi per ora sulla difensiva, insomma. Per dirla in termini calcistici con una battuta, si gioca con un 5-4-1. Il silenzio, come ha poi spiegato il legale di Campitelli, l’avvocato Renato Borzone, è legato alla giurisdizione: Burzone ritiene che autorità giudiziaria territorialmente competente per i reati contestati al suo assistitito non sia quella di Catanzaro. E per questo sarà chiesto il trasferimento degli atti in altra sede. L’avvocato Burzone ha poi fatto il quadro della situazione in un lungo comunicato comparso sul sito internet della società abruzzese.

«Il presidente Campitelli, giunto a Catanzaro per rispondere all’interrogatorio, ha compreso, nella fase iniziale dello stesso, che i fatti ipotizzati nei suoi confronti, peraltro del tutto infondatamente, non sono riferibili a condotte realizzate nella giurisdizione di competenza della autorità giudiziaria di Catanzaro. Di fronte alla formalizzazione di tale situazione processuale, la difesa ha chiarito immediatamente che l’indagato potrà rispondere e risponderà, in ossequio alle norme processuali, all’autorità giudiziaria competente, poiché il rispetto del giudice naturale precostituito per legge è un principio costituzionale posto a garanzia della legalità del procedimento ed è uno dei cardini dello stato di diritto. Pertanto la difesa sta attivando, nelle forme di legge, gli istituti di garanzia previsti dal codice di procedura penale affinché sia determinata la competenza territoriale adeguata ai fatti come ipotizzati dagli inquirenti. In tale situazione, suo malgrado, il presidente Campitelli ha potuto soltanto rendere una dichiarazione di riserva a rispondere solo davanti al proprio giudice naturale, ribadendo, però, in tale dichiarazione: la propria assoluta estraneità ai fatti; la impossibilità dell’esistenza di conversazioni telefoniche che lo riguardino e che possano confermare l’ipotesi d’accusa nei suoi confronti; la singolarità del riferimento ad incontri avvenuti in date in cui non era presente a Savona ma si trovava dimostrabilmente a Teramo; la convinzione di avere sempre posto in essere condotte trasparenti e leali, lecite sia dal punto di vista sportivo che da quello penale.

In attesa delle decisioni degli organi processuali sulla determinazione della competenza territoriale – la conclusione – la difesa rappresenta che, pur comprendendo l’ansia e le aspettative della stampa e della pubblica opinione per la vicenda, e pur ribadendo l’assoluta innocenza del presidente Campitelli, non sembra opportuno istituire processi mediatici paralleli alle competenti sedi giudiziarie, nel rispetto, dunque, sia delle prerogative degli organi inquisitori che della difesa».



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