Cancro al colon rettale: al ‘Murri’ le nuove tecniche endoscopiche

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 13 settembre 2014 – Ancora una volta il reparto di gastroenterologia di Fermo si dimostra punto di riferimento nazionale, crocevia di incontri di altissima valenza scientifica. L’Associazione italiana dei gastroenterologi ospedalieri ha chiesto al gruppo fermano diretto dal professor Giampiero Macarri di poter organizzare al ‘Murri’ il master nazionale su un tema quanto mai attuale e importante, il cancro al colon rettale.

Un’occasione per i professionisti di confrontarsi, di ragionare attorno alle tecniche di diagnosi e di cura, sulle terapie e le possibilità di guarigione che ci sono. Presenti alcuni tra i maggiori specialisti d’Italia, il corso era per 12 giovani gastroenterologi in arrivo dalla Toscana e da ogni angolo delle Marche. Tra i relatori, oltre allo stesso Macarri, anche Raffaele Manta da Milano, Fabio Monica (Bassano del Grappa), Nicola Muscatiello (Foggia), Andrea Nucci (Firenze), Antonio Spadaccini (Vasto), Paolo Sossai (Urbino), Francesco Ridolfi (Senigallia), Mariano Quartini (Terni), Alessandra Mandolesi (Ancona), Gioacchino Leandro (Castellana Grotte), Maxemiliano Giardini (Urbino), Giammarco Fava (Ancona), Luca de Luca (Pesaro), Raffaella Bracci e Emanuele Bendia (Ancona). Con loro i fermani Filippo Antonini, Valerio Belfiori, Samuele De Minicis, Sabino Mangino e Barbara Marraccini.

Un incontro teorico, ma anche pratico, i partecipanti al corso hanno avuto modo di osservare e di mettere in pratica, con l’aiuto di esperti, le tecniche endoscopiche che consentono di rimuovere situazioni di pericolo dal colon evitando interventi troppo invasivi. Una situazione che ha molte prospettive di guarigione, come spiega Macarri: «Il punto fermo di ogni ragionamento attorno al cancro al colon parte dalla considerazione che, nei territori in cui funziona l’attività di screening, la malattia fa meno paura, incide meno e si affronta con maggiore serenità.

A Fermo in questo siamo a buon punto, ma molto si può ancora fare, abbiamo una procedura avviata che consente di ritirare in farmacia il kit utile al primo controllo che porta poi ad una reale fotografia della situazione. Sono migliorate anche, negli ultimi anni, le tecniche di asportazione per via endoscopica e sono proprio quelle che abbiamo mostrato nel corso di questi due giorni di corso a Fermo. Credo molto in queste occasioni di incontro e di confronto tra professionisti, abbiamo volentieri aperto le porte del nostro reparto». Una struttura, quella del Murri, assolutamente all’avanguardia, con le professionalità eccellenti che si ritrovano attorno al professor Macarri, un nome di assoluta rilevanza nel panorama italiano della gastroenterologia, sicura eccellenza della sanità fermana.



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