Caos al pronto soccorso «Chiamiamo i carabinieri»

pronto soccorso

IL BORGHIGIANO FABRIANO © IL BLOG DELLE MARCHE – ANCORA lunghe attese al pronto soccorso: una signora, investita in strada, riferisce di aver aspettato tredici ore per le radiografie e una mamma in attesa per suo figlio ferito è arrivata a minacciare di chiamare i carabinieri. Dopo sei ore dall’incidente, lunedì sera ha esclamato: «Mio figlio si è fatto male, necessita di quattro punti di sutura, non c’è chi lo fa a pagamento? Devo chiamare i carabinieri?». «Mi lamentavo – aggiunge – ma poi ho scoperto che c’era chi attendeva da dieci ore». Pronto soccorso ancora intasato, complice anche il caldo e i continui malori specie per anziani e malati. Non va meglio nei reparti del nuovo Carlo Urbani: a Ortopedia dopo una settimana di nervi a fior di pelle in cui i pazienti sono arrivati a chiedere di essere dimessi per via dell’afa e del malfunzionamento dell’impianto di condizionamento, sono approdati i ventilatori forniti dall’azienda. Un po’ di sollievo in attesa che venga ripristinato l’impianto che comunque presenta squilibri per effetto degli ampi spazi e vetrate nei luoghi destinati all’attesa. Gli operatori in questi giorni di afa sono costretti ad aprire la porta di accesso all’atrio: troppo freddo dai condizionatori centralizzati. Ma intanto al Carlino arriva la denuncia di un chiaravallese: «Mio suocero ha avuto un infortunio a casa, ha battuto il viso nella ringhiera. E’ stato portato con l’ambuanza al nuovo ospedale di Jesi, alle 17.30. Alle 23.10 è stato dimesso dal medico che ha scritto una lista di eventi su cui vigilare. Se si fossero verificati, allora avremmo dovuto portarlo di nuovo e con urgenza in ospedale. Come se noi famigliari fossimo degli infermieri. Ma non è tutto: il giorno dopo, sabato scorso avremmo dovuto recarci a Fabriano perché nell’ospedale di Jesi nel week end non c’è in servizio o reperibile un otorino. Ma è mai possibile che in un ospedale nuovo come quello di Jesi manchi personale medico? Tutto questo lo dobbiamo al vecchio presidente della regione Spacca? Ma i sindacati dove sono finiti? Mi auguro che il nuovo presidente della Regione faccia qualcosa». E ancora: «La figlia della mia compagna è caduta, necessita di una risonanza ma se si vuole restare in Provincia c’è da attendere il 2016, pagando 180 euro invece la si fa subito».
FONTE IL RESTO DEL CARLINO JESI articolo di Sara Ferreri

Precedente Tolentino, modellista e calciatore stroncato da un male a 38 anni Successivo Pesaro, la palestra si trasferisce al mare 30 team si sfidano negli Adriatic Game