Caos in Giunta, il sindaco fa piazza pulita: revocati 3 assessori su 4

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Sant’Elpidio a Mare (Fermo), 24 dicembre 2014 – «Da oggi si riparte alla grande e le regole le detto io». Il sindaco Alessio Terrenzi rompe il silenzio in merito alla situazione politica locale e lo fa all’indomani del bilancio di fine anno fatto dai Democratici e Popolari, riportato dalla stampa.

Rompe il silenzio annunciando una scelta importante. “Dicono che è impossibile lavorare con una giunta del genere ed hanno ragione: revoco Diomedi, Gentili e Verdecchia, mantengo in carica Lattanzi e vado avanti con nomine frutto della mia massima libertà. Il programma c’è ma servono nuovi stimoli, bisogna accelerare ancor di più l’attività amministrativa ed è quello che voglio che si faccia».

La decisione del sindaco è stata assunta «…considerato che in seno alla maggioranza è venuta meno l’unitarietà dell’azione di governo e sono venute meno quelle correlazioni e condivisioni d’intenti che hanno portato ad una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo, nella prospettiva di un effettivo e concreto rilancio dell’azione politica amministrativa, necessaria per il conseguimento degli obiettivi del mandato elettorale».

Terrenzi, poi, si lascia andare a delle valutazioni politiche. «Un gruppo di maggioranza che si ringrazia da solo ma che dimentica di ringraziare, anche solo di nominare, l’artefice di tutto questo, che è il responsabile dell’area finanziaria Tommaso D’Errico mi sembra davvero assurdo. D’Errico è una persona di mia fiducia come tutti i capo area, dedita al lavoro che ha voluto, insieme a me, anche se qualcuno mugugnava, azzardare il passaggio alla contabilità sperimentale, all’armonizzazione, che per il 2014 ci ha dato tanti benefici non viene nemmeno nominato nella foga di attribuirsi dei meriti. E poi non si sono neanche ricordati di far parte dell’Amministrazione Terrenzi dove il sindaco è Alessio Terrenzi quindi non capisco come possono parlare al singolare. Parliamo di bilancio? Ovviamente è un bilancio approvato in Giunta che, come è naturale che sia, sceglie le priorità ed anche dal Consiglio comunale. Tutte le scelte fatte sono collegiali ed anzi, colgo l’occasione anche per ringraziare Monia Tomassini e Stefano Ravagnani per il lavoro fatto: è anche grazie a loro se raggiungiamo, oggi, degli obiettivi importanti. Non capisco questa mania di attribuirsi individualmente i meriti dei Democratici e Popolari».

E poi fa due conti. «In consiglio comunale ho una larga maggioranza invece in Giunta sono in minoranza, la cosa più strana del mondo – osserva – A me non sembra normale: assessori da me nominati in base ad un rapporto di fiducia che non la pensano come me. Io, quando in precedenza sono stato Assessore e non la pensavo come il mio Sindaco, ho preso carta e penna ed ho protocollato le mie dimissioni. Non posso andare avanti con questa Giunta, ho il diritto, il dovere ed il potere di mettere in campo la migliore squadra possibile per non perdere tempo perché devo fare scelte importanti ed urgenti per il bene della Città. Quando si dà un incarico fiduciario si lavora per il progetto del Sindaco: se non lo si condivide, non va via il Sindaco ma l’assessore».

Ed ancora. «Dicono non sappiamo se potremo continuare a lavorare, si sentono in scadenza, si sentono precari. Io dico che loro non sono in scadenza, non devono sentirsi precari e che devono continuare a lavorare. Hanno fatto parte del mio progetto e continuano a farne parte: hanno l’obbligo di continuare a lavorare e di pensare a costruire, a fare gruppo, basta denigrare. Invito a cambiare atteggiamento per lo stesso mio unico interesse che è il bene della Città. Il problema è che si punta spesso il dito senza pensare che le cose che devono prevalere sono gli interessi della città… Io vado avanti con la mia coalizione e con chi vuol stare con me per fare scelte per la nostra città: per carattere sono una persona che aggrega, non che divide. Ma chi sta con me deve sapere che si fa quello che dico io, le regole le detto io perché il Sindaco sono io. Tutte le responsabilità ricadono su di me per cui faccio la squadra che dico io. Chi vuol continuare insieme a me a fare il bene della Cittá mi segua senza offendere le istituzioni: spero che nessuno voglia abbandonare la nave, altrimenti quelli saranno i veri Schettino e dovranno assumersi le proprie responsabilità».



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