Caos Province, un incontro tra sindacati e parlamentari sul futuro dei dipendenti

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Una situazione difficile, quella in cui versano oggi le Province delle Marche. A partire dall’occupazione: nelle Marche sono a rischio oltre mille lavoratori su un totale di 2.278 dipendenti, di cui 524 ad Ancona, 413 ad Ascoli Piceno, 228 a Fermo, 455 a Macerata e 628 a Pesaro. Dei 2.278 dipendenti, il 50% verrà posto in mobilità senza la certezza di una nuova occupazione. È la situazione rappresentata l’altro giorno dai dipendenti e dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil ai parlamentari marchigiani. Il taglio delle risorse finanziarie agli enti locali costituisce, secondo i sindacati, «un impedimento, di fatto, al trasferimento del personale provinciale presso gli enti subentranti». Un contesto che «apre scenari allarmanti e prelude una condizione di paralisi organizzativa delle Province ma anche per le Regioni chiamate a subentrare nella titolarità delle funzioni». Nell’ultimo tavolo con la Regione, è emersa la decisione di far fronte comune sull’esigenza di garantire la continuità dei servizi svolti dalle Province e assicurare la tutela dei livelli occupazionali. I sindacati attendono anche l’incontro di lunedì per l’esame della bozza di proposta di legge regionale per il riordino complessivo delle funzioni ‘non fondamentalì. Chiedono, infine, che venga dato seguito all’ordine del giorno approvato dal consiglio regionale il 27 dicembre scorso all’unanimità e si preveda un fondo nel bilancio regionale per accompagnare il trasferimento di funzioni e personale.

FONTE IL CORRIERE ADRIATICO ONLINE

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