Caos Teramo, ecco perché l’Ascoli può credere nella B

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 10 giugno 2015 – L’Ascoli può sognare la serie B. La bufera che si è abbattuta sul Teramo è di quelle che possono lasciare il segno. Gli abruzzesi rischiano la retrocessione all’ultimo posto della Lega Pro girone B e, quindi, per loro si aprirebbe il baratro della serie D. In questa prospettiva la domanda è: chi salirebbe al loro posto, l’Ascoli o la perdente dei playoff? L’interpretazione ampiamente prevalente è che quel posto toccherebbe ai bianconeri, perché, riscritta la classifica, finirebbero in testa e dunque in B. L’altra strada sarebbe assurda: una squadra prima in classifica (l’Ascoli, appunto) che non viene promossa e la perdente dei playoff che invece sale. Ipotesi confermata anche dall’avvocato Mattia Grassani, che oggi ha incontrato il dg Gianni Locato e l’avvocato Cristina Celani. «In caso di retrocessione del Teramo – ha detto – il posto vacante in B dovrebbe essere riassegnato all’interno del girone». Per ora sono tutte ipotesi, ma non campate in aria. Perché le accuse nei confronti degli abruzzesi sono pesantissime: il presidente Luciano Campitelli e il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe avrebbero organizzato la combine della partita vinta a Savona (decisiva per salire in B), versando 30mila euro. Per mettere in piedi la compravendita del match, secondo gli inquirenti avrebbero chiesto e ottenuto la mediazione di Ercole Di Nicola, direttore sportivo Dell’Aquila, tra i personaggi principali dell’inchiesta Dirty Soccer. Lo stesso Di Nicola si sarebbe avvalso di un altro mediatore, Davide Matteini, calciatore del San Paolo Padova, per contattare e promettere soldi a due giocatori del Savona, Cabeccia e Marchetti, che però hanno detto no. A quel punto, Di Nicola avrebbe appunto alla porta di Marco Barghignani (ds del Savona, anche lui indagato), sempre su mandato di Campitelli e Di Giuseppe, offrendogli 30mila per coinvolgere altri giocatori, che la Procura di Catanzaro per ora non ha identificato. In quest’ulteriore operazione, Di Nicola si sarebbe avvalso di altri due mediatori, Ninni Corda, allenatore del Barletta, e Giuliano Pesce, ex ds della Ternana e collaboratore del Parma.

Questa la ricostruzione della Procura, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Campitelli, Di Giuseppe, Barghihiani, Corda e Pesce. Ora la palla passa alla Procura federale della Figc: Stefano Palazzi acquisirà gli atti e avvierà l’inchiesta sportiva. Tutto, presumibilmente, in tempi rapidi. Inevitabilmente dovrà contestare la responsabilità diretta del Teramo, poiché nell’inchiesta è coinvolto pesantemente il presidente Luciano Campitelli, rappresentante legale del club. E quindi, nel caso in cui i giudici sportivi dovessero confermare le ipotesi accusatorie mosse dalla Procura, per il Teramo si aprirebbe uno scenario da incubo: ultimo posto in Lega Pro e retrocessione in serie D. Ecco perché l’Ascoli può sognare.

Intanto, in casa bianconera, è riesploso il caso Petrone. Il tecnico è stato sul punto di rompere defintivamente con il direttore generale Lovato, ma le vicende del Teramo hanno spostato l’attenzione su altri fronti. Per di più, ieri Petrone avrebbe incontrato a pranzo alcuni dei soci del club di corso Vittorio, firmando una pace armata. Ma tutto può succedere.



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