Capriolo sbranato vicino alla strada: la firma dei lupi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Amandola, 11 gennaio 2015 – Un capriolo sbranato a pochi metri dalla strada provinciale 237, che collega Amandola e Comunanza, sembra ormai una scena non tanto inusuale: segno della presenza di lupi o cani randagi, che per natura hanno gli stessi modi di inseguire e azzannare le prede, iniziando dalle parti molli del corpo. Molti dichiarano di aver visto branchi di lupi in zona. La cosa è credibile, data la capacità di uccidere un capriolo in buono stato di salute, di circa tre anni, come si evince dalle dimensioni delle corna. Ciò fa pensare alla presenza di un piccolo branco: è quasi impossibile per un singolo lupo aggredire un animale di quella portata. La presenza dei lupi vicino alla strada e ai centri abitati comincia a diventare un problema e molti piccoli allevatori hanno sperimentato la loro presenza per la perdita di diversi capi di ovini. Intanto è in corso un doppio censimento da parte del corpo forestale dello Stato di Ascoli e del parco nazionale dei Sibillini, che gravitano, ciascuno per il proprio ambito, nello stesso territorio montano. Reinserito nella zona soprattutto per limitare la presenza del cinghiale, sembra sia stato un fallimento, dato che il lupo quasi mai riesce in questo intento impostogli per decreto umano, essendo il cinghiale molto forte e capace di difendersi facilmente, facendo sì che gli animali predati siano soprattutto i caprioli, i piccoli mammiferi come istrici, tassi e lepri, con squilibri alla catena alimentare, o animali da cortile dei piccoli allevatori senza cani.

Oltre ai danni materiali, molti temono per l’incolumità delle persone. Su questo tema abbiamo ascoltato l’esperto veterinario di Amandola Domenico Falciani, laureatosi con uno studio sui lupi. «Da circa cento anni – dice il veterinario – la letteratura non riporta più attacchi di lupi agli uomini. Non bisogna temere eccessivamente questo animale, pur senza trascurarne la presenza, attuando le giuste misure per evitare degli spiacevoli incontri, soprattutto per gli allevatori. Per quanto riguarda gli escursionisti, si può escludere per ora ogni pericolo, dato che il cibo a disposizione del lupo è abbondante e si dovrebbero escludere attacchi all’uomo. Anzi, la sola presenza degli escursionisti, di solito, allontana i lupi dalle vicinanze senza problemi».

Giorgio Buratti



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