Carnevale a pagamento, è polemica

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fano (Pesaro e Urbino), 28 gennaio 2016 – “Un’uscita fuori luogo». Così il presidente dell’Ente Carnevalesca, Luciano Cecchini, «boccia» la proposta del coordinatore di «Noi Giovani», Edoardo Carboni, di far pagare un euro al pubblico nelle prossime due sfilate dei carri allegorici (31 gennaio e 3 febbraio 2016). In soccorso dei giovani della maggioranza arriva, però, un altro giovane anche se espressione dell’opposizione, Alberto Santorelli di Progetto Fano: «Sono anni che sostengo l’ingresso del Carnevale a pagamento, ora ci sono le condizioni per farlo». E a Cecchini: «E’ fuori luogo rinviare la decisione del biglietto d’ingresso non basta parlarne, occorre avere il coraggio di applicarlo».

Cecchini spiega le ragioni delle sue perplessità: «Sono decisioni che non si improvvisano. In Carnevalesca sono tre anni che stiamo lavorando per trovare la giusta soluzione, perché a fronte del guadagno di un euro il rischio è di spenderne sette: in personale, sicurezza e Siae. Ne riparleremo a Carnevale concluso». Chi è sempre stato contrario al Carnevale a pagamento è Alberto Berardi, che nel ruolo di presidente dell’Ente Manifestazioni, contribuì a rendere gratuito l’ingresso alle sfilate dei carri allegorici.

«Prima di tutto – sottolinea Berardi – il Carnevale è un rito, una festa di popolo e come tale per parteciparvi non si deve pagare. Secondo faccio presente che quando c’era il biglietto, bastava la pioggia in una delle tre sfilate per mandare in crisi il Carnevale. E poi diciamo la verità le sfilate erano veramente tristi, perché prive di quella partecipazione che si è avuta dal 2000 in poi quando il ticket è stato tolto. Credo che Cecchini abbia introdotto brillantemente l’innovazione delle poltroncine a pagamento e il prendi getto. E su questi aspetti che si deve lavorare, magari pensando ad altri gadget. E comunque non scordiamoci che c’è la lotteria su cui poter contare».

Ma Santorelli insiste sul Carnevale a pagamento: «Io non dicono che si debba pagare quanto a Viareggio (15 euro in prevendita e 18 euro al botteghino), ma credo che si possa pensare ad una cifra tra i 5 e i 10 euro, magari ipotizzando l’ingresso gratuito o scontato per i 2mila soci della Carnevalesca. Se una famiglia di 4 persone, che viene a Fano per il Carnevale, paga 25 euro non mi sembra ci sia nulla di scandaloso. Dobbiamo pensare ad una manifestazione gestita in maniera più professionale, che assicuri lavoro tutto l’anno e che coinvolga centinaia di persone. Invece la Carnevalesca non ha neppure le risorse per farsi carico dei capannoni dove si costruiscono i carri che sono di proprietà del Comune. E non si può neppure avere paura del maltempo, se una domenica la sfilata non si può fare, si farà quella successiva. Guardiamo Viareggio ci sono 5 sfilate a partire da 7 febbraio in poi».

E ancora: «Occorre uscire dall’ipocrisia del volontariato, se un presidente è bravo va pagato. La manifestazione va professionalizzata». Mentre si discute sul futuro del Carnevale invernale, l’Amministrazione cerca di definire il programma della manifestazione estiva «I giorni della Fortuna» (1-3 luglio) che metterà insieme: Carnevale, jazz, fortuna. In programma un nuovo incontro con Renzo Arbore, questa volta se possibile a Fano, appena l’artista rientrerà da Miami.

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