Carrabs: «Creiamo nelle Marche un maltificio sperimentale»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Apecchio (Pesaro e Urbino), 5 maggio 2015 - Birra da filiera marchigiana. Ad Apecchio ci sarà un maltificio sperimentale. A proporlo è Gianluca Carrabs, amministratore unico dell’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche (Assam) e candidato al consiglio regionale.

«Per assicurare il presidio antropico dell’entroterra – spiega Carrabs – bisogna garantire il lavoro e adeguati servizi pubblici. Il nostro territorio come il resto della regione, sta affrontando una crisi strutturale dove il vecchio modello di sviluppo si è esaurito. La globalizzazione dei mercati ha portato le nostre aziende manifatturiere a non essere più competitive sul costo del lavoro rispetto ad altri paesi del mondo, dove per la mancanza di regole, il lavoro costa meno».
Certe strategie potrebbero cambiare l’economia dei luoghi: «Il vantaggio competitivo – aggiunge Carrabs – sul mercato non va ricercato nella guerra dei prezzi, ma nel produrre qualità che gli altri non possono offrire o replicare. Bisogna valorizzare le tipicità ed è per questo che propongo di puntare sulle vocazioni territoriali. In questo senso è strategico il ruolo giocato dalle risorse provenienti dall’Unione Europa: 1.163 milioni di euro di cui 538 milioni per il Piano di Sviluppo Rurale e 625 milioni per Fondo Sociale Europeo e il Fondo Economico Sviluppo Regionale. Per questo motivo l’accesso a questi finanziamenti deve essere reso più aperto diminuendo la burocrazia e valorizzando le competenze esistenti».
Ma come attivare questi meccanismi virtuosi? «Nel concreto – conclude Carrabs – prendendo ad esempio Apecchio, già “Città della birra”, propongo di realizzare una filiera marchigiana della birra così da realizzare un maltificio che utilizzi i cereali del territorio, che possa poi produrre un malto autoctono e dove tutti i microbirrifici delle Marche possano sperimentare il loro prodotto. Proprio come è avvenuto per il vino negli anni passati, grazie alle scelte fatte dalla Regione Marche che ha puntato sulla coltivazione dei vitigni autoctoni e non sui vitigni francesi allora tanto di moda, oggi abbiamo il “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, che è il vino bianco più premiato in Italia, o il “Bianchello del Metauro” che sta occupando importanti fette di mercato. In tutto ciò ha giocato un ruolo fondamentale la cantina sperimentale dell’Assam che consentiva ai viticoltori di testare il loro prodotto. Quindi facciamo della birra ciò che è stato fatto per il vino, in modo tale che le nostre vocazioni territoriali siano valorizzate attraverso le eccellenze che le caratterizzano, a partire proprio dalle opportunità offerte dalla prossima programmazione europea».

 



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