Cartoceto, l’eco-museo fila liscio come l’olio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Cartoceto (Pesaro e Urbino) 8 aprile 2016 - Fila liscio come l’olio il sogno di realizzare, tra tesori della terra e aste contemporanea, un nuovo Eco-Museo a Cartoceto. Dopo dopo aver lanciato l’idea durante “Cartoceto Dop, il Festival”, lo scorso novembre, ora proseguono gli incontri per la realizzazione di quella che sarà un’altra eccellenza verde di Cartoceto e che abbraccerà arte e agricoltura: “Il Giardino dell’Olivo e dell’Arte”.

Un progetto coordinato dall’Amministrazione Comunale di Cartoceto, ideato dal celebre produttore caseario Vittorio Beltrami, che vede la collaborazione dell’Accademia Agraria di Pesaro, dell’Università Politecnica delle Marche, dell’Istituto Superiore “A. Cecchi” di Pesaro e della Fondazione Villa del Balì.

“Lo scopo del progetto, grazie alla collaborazione di tanti olivicoltori, – afferma il Consigliere delegato all’Agricoltura Aleksiej Giardini – è quello di preservare, tutelare ed incrementare la produzione delle cultivar più pregiate. Occorrerà promuovere una ricerca ampelografica sugli olivi presenti nell’areale della Dop Cartoceto (comprendente anche i territori dei comuni di Fano, Saltara, Serrungarina, Mombaroccio), volta ad identificare le peculiarità e le diversità genetiche delle piante, soprattutto laddove siano avvenuti casi di ibridazione spontanea”.

“Il primo passo da intraprendere – prosegue Giardini – è quello di effettuare un censimento delle piante interessate, per poi studiarle in ambiente vivaistico. Dopodiché avverrà la propagazione e la vera e propria messa a dimora degli alberi in un terreno che il Comune di Cartoceto ha già messo a disposizione del progetto”.

Ed è in questo momento che entra in gioco l’arte. “L’idea – spiega l’assessore alla Cultura, Matteo Andreoni – è quella di creare un eco-museo all’aperto dove i tesori della terra e la sperimentazione scientifica entrano in simbiosi e vengono arricchiti da sculture e opere d’arte”.

“Un connubio, quello tra ricerca scientifica e opere d’arte, che verrà rafforzato anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Villa del Balì, per far sì che gli oltre 40 mila visitatori che ogni anno affollano il Museo del Bali possano apprezzare anche le peculiarità e le bellezze di questo nuovo eco-museo. Rappresenterà insomma un ulteriore motivo di visita dello splendido borgo marchigiano, in cui ci si potrà immergere tra colori, storia, arte e tradizione”.

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