‘Casa Transilvania’, chiesti 108 anni di carcere

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Porto Sant’Elpidio, 6 novembre 2014 – Alla sbarra la presunta cupola romena che secondo gli investigatori gestiva il racket della prostituzione nella costa del Fermano: 108 anni di reclusione e 138mila euro di multa complessivi sono stati chiesti dalla procura distrettuale di Ancona nel processo ‘Casa Transilvania’ a carico di 19 imputati di origine romena, accusati a vario titolo di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata a favorire e sfruttare la prostituzione di ragazze connazionali, violazione di domicilio e lesioni personali.

Per i fatti avvenuti tra il 2011 e l’aprile scorso a Porto Sant’Elpidio, il procuratore Elisabetta Melotti ha chiesto la pena più alta (11 anni e 4 mesi di carcere) per Vasile Bratu, ritenuto a capo di una delle fazioni che dal 2012 si sarebbero contese il controllo del territorio. Le indagini erano culminate con una ventina di arresti scaturiti da un’operazione dei carabinieri del Ros a maggio. La Procura ha riqualificato l’accusa da associazione di stampo mafioso ad associazione per delinquere, con l’aggravante dell’introduzione in Italia di una gang transnazionale. Le difese respingono questa tesi, contestando in particolare l’ipotesi di associazione malavitosa. La sentenza con rito abbreviato del gup Francesca Zagoreo arriverà probabilmente l’11 dicembre, ma sono state fissate udienze interlocutorie il 10 e 20 novembre per completare le arringhe difensive. Secondo gli inquirenti, nel giro di prostituzione erano sfruttate un centinaio di ragazze romene con un fatturato annuo di circa 1,5 milioni di euro. In un primo momento, ricostruisce la Dda, l’associazione sarebbe stata capeggiata da Paul Sergio Hosu con l’aiuto di Vasile Bratu: dal 2012 però la presunta gang si sarebbe divisa in due fazioni contrapposte, facenti capo una ad Hosu e l’altra al suo ex vice. Per controllare il territorio ci sarebbero state violenze, intimidazioni, aggressioni e scontri armati.

Tutte circostanze negate dagli imputati. Oggi ha completato la sua arringa l’avvocato Alessandro Angelozzi, che ha respinto la tesi associativa: nessuna consorteria e nessun tipo di omertà tra gli imputati. Le difese hanno chiamato a testimoniare anche alcune ragazze del giro, che hanno detto di non essere state costrette a prostituirsi. Le argomentazioni non hanno convinto la procura che, nonostante l’esclusione della modalità mafiosa, ha chiesto pene pesanti per associazione per delinquere con l’aggravante della transnazionalità. Queste le richieste di pena: 11 anni 4 mesi per Vasile Bratu, 10 anni 6 mesi per George Busuioc, 9 anni 4 mesi per Paul Sergiu Hosu, 7 anni 4 mesi per Mandache Balogh, 6 anni 10 mesi per Constantin Bordianu, 8 anni 6 mesi per Toni Cirlescu, 6 anni 6 mesi per Cristian Bulgaru, 6 anni 10 mesi per Relu Marius Banuc, 5 anni per Adrian Caluian, 5 anni 10 mesi per Sandel Caus, 5 anni 2 mesi per Iustin Adrian Fronea, 3 anni 6 mesi per Gheorghe Ionescu, 3 anni 4 mesi per Daniel Lefter, 9 anni 4 mesi per Paul Pompiliu Tudorie, 4 anni 8 mesi per Sorin Roua, 5 anni 8 mesi per Florin Scarlat, 4 anni 8 mesi per Misu Marius Tudosa, 5 anni 10 mesi per Florin Varzaru, 3 anni 6 mesi per Bogdan Zaharia.



 

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