"Casa vista mare a mille euro", ma è tutta una truffa

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 22 agosto 2015 – «Cinque famiglie si sono presentate a casa di mia madre, in un mese, convinte di aver affittato quell’appartamento per due settimane». Riccardo Rombini conferma un fenomeno che ha mietuto molte vittime questa estate. Tra gli ultimi a suonare al campanello dell’appartamento sul lungomare Lepanto, dopo aver pagato 450 euro di caparra, sono tre amici di Cremona.

«Da quattro anni veniamo qui, per raggiungere un nostro amico – spiegano – e lo stesso volevano fare per questa estate. Abbiamo cercato su internet un appartamento, e abbiamo trovato il sito di un’agenzia con sede a Macerata. Abbiamo contattato il titolare, e abbiamo deciso di affittare per due settimane un appartamento vicino all’hotel Bianchi, sul lungomare Lepanto, dopo aver visto le foto dell’esterno e degli interni; il prezzo era di mille euro per le due settimane, e ci è stata chiesta una caparra di 450 euro, con l’accordo di saldare il conto alla consegna delle chiavi. Così lunedì 10 arriviamo all’indirizzo che ci era stato dato, suoniamo e ci viene ad aprire una donna, che però non sapeva nulla di noi, delle nostre vacanze e dei nostri euro».

I tre amici hanno trovato una sistemazione provvisoria in albergo a Recanati, poi la mattina dopo, tra chiamate e contatti vari, sono riusciti a prendere un altro appartamento a Scossicci. «In questi giorni, abbiamo sempre chiamato il numero di telefono del presunto agente immobiliare, oscurando il nostro numero, alterando le voci, chiedendo se c’erano case libere. Lui ci ha sempre risposto. Una volta su Whatsapp ha anche pubblicato una foto di se stesso davanti ai bagni Fiore; noi ci siamo precipitati lì per vedere se ci fosse ancora, o se qualcuno lo conoscesse, ma nessuno ne sa nulla. Abbiamo fatto la denuncia ai carabinieri, ma già ci hanno detto che la nostra caparra non la rivedremo mai».

«Prima di ferragosto e poi fino all’altro ieri, alla porta di mia madre hanno suonato cinque famiglie e comitive – conferma Rombini –. Tutti si erano rivolti alla stessa agenzia di Macerata. Di solito la caparra versata era di 300 euro, su un prezzo totale di 800 euro: tanto basso che una conoscente, che cercava casa, quando lo ha saputo mi ha contattato chiedendo conferma, e scoprendo che era solo una truffa. Alcune famiglie si sono molto arrabbiate quando hanno scoperto che non c’era posto per loro, è stato un bel problema. Qualcuno si è incassato un bel po’ di soldi senza fatica, e ora è scomparso nel nulla».

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