Case parrocchiali prese di mira da un ladro seriale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Jesi (Ancona), 27 aprile 2015 – Allarme furti e ora c’è pure un ladro seriale he, nottetempo, cerca di infiltrarsi nelle case parrocchiali: a metterlo in fuga, gridando e puntandogli una torcia, il parroco di Monte Roberto don Maurizio Fileni. «Dormivo al secondo piano della casa parrocchiale – spiega il parroco, scrittore e saggista, molto noto in Vallesina – in pieno centro accanto alla chiesa (a Monte Roberto è stato assegnato da appena 7 mesi dopo un ventennio a Cupramontana, ndr). Erano le 2 della notte tra mercoledì e giovedì quando ho sentito dei rumori, nel dormiveglia. Non capivo. Così mi sono alzato, affacciato e sotto, al piano terra, ho visto un uomo che con un piede di porco armeggiava a nella cantina della parrocchia. Nella penombra, non son riuscito a vederlo bene. Così ho preso una torcia glie l’ho puntata contro e ho iniziato ad urlare, non so bene cosa, credo ‘Vattene via!’ E lui si è dileguato. Ho avuto paura. Aveva già tolto diverse tavole dalla porta e praticato un foro. Poi ho scoperto che poco prima aveva tentato di scardinare un portone davanti alla chiesa parrocchiale, ma la troppa luce lo ha disturbato. Credo cercasse qualche soldo o oro». In realtà in una settimana sono state prese di mira 4 case parrocchiali. A Castelbellino, Castelplanio e Scisciano il malvivente ha prima suonato il campanello. Ma nell’ultimo caso di Monte Roberto non ha potuto suonare perchè i campanelli sono fuori uso. A Castelbellino i gestori della casa famiglia hanno risposto al campanello.

«Cerco il parroco» ha detto prima di dileguarsi. Sarebbe un nordafricano. Ma continuano anche i furti nelle aziende: sabato notte, poco dopo l’una, i malviventi si sono infiltrati nel panificio Ciarmatori e Luzi in via Setificio a Jesi, alla ricerca di soldi. In cassa però solo spiccioli, attorno ai 20 euro. «Si sono infiltrati dalla finestra sul retro – spiega il titolare Giordano Luzi – fortunatamente non hanno messo troppo a soqquadro. L’ultimo furto dieci anni fa. Non teniamo nulla, c’era poco da rubare». Sul posto a rilevare impronte e tracce la Polizia scientifica. 



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