Case popolari agli stranieri: «Si rischia un secondo Hotel House in centro»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Corridonia (Macerata), 24 gennaio 2016 – «Le nuove case popolari, con cinque alloggi su sei in graduatoria destinati a stranieri, rischiano di creare un secondo Hotel House. Ma, a differenza di Porto Recanati, a Corridonia sarà in pieno centro». E’ la paura espressa dal Comitato cittadini Corridonia all’assemblea pubblica tenutasi al Lanzi venerdì sera. «Se le norme regionali per l’assegnazione sono vincolanti – domandano Fabrizio Raffaeli e Elisa Liseri, organizzatori dell’incontro – non sarebbe stata una giusta scelta politica non designare lo stabile all’edilizia popolare? Lo stesso complesso nella zona industriale sarebbe stato meno impattante. La presenza straniera nel centro storico, già nel degrado per l’abbandono selvaggio di rifiuti e l’eccesso di parabole, sfiora il 30% e situazioni come questa non fanno altro che aumentare tensioni sociali tra italiani e comunità straniere».

Soprattutto è stato evidenziato il problema della mancata integrazione con i pakistani, l’etnia più numerosa. «Non è razzismo – spiega un residente -, non riusciamo proprio a stabilire un contatto con loro: non si sforzano ad imparare la lingua, si barricano in casa scambiandosi provviste e buste, non partecipano alle riunioni, fanno baccano di notte e non cercano in nessun modo di farsi benvolere da chi li ospita. D’altronde con rumeni, albanesi e senegalesi queste criticità non sono sorte».

Un’altra signora della platea mostra gli esposti presentati in Comune per i rumori, la sporcizia lasciata in strada e l’odore acre che permea la sua casa, di fianco ad una famiglia di pakistani. Su 39 domande ammesse in graduatoria per gli alloggi popolari (5 sono state escluse per reddito), 27 sono state presentate da stranieri e 12 da italiani. «Non sono state ancora assegnate – ha precisato il sindaco Nelia Calvigioni presente all’assemblea con gli assessori Tamburrini e Pierantoni -. Si seguirà la graduatoria in base alla metratura e al numero dei componenti. Ma ci tengo a precisare che la residenza è stata uno dei parametri per l’assegnazione: servono almeno cinque anni di residenza ininterrotta nel punteggio e conta lo stato di famiglia».

Sono emersi altri disagi avanzati dal Comitato, come la sicurezza (per cui è stato proposto il controllo del vicinato) e l’installazione della videosorveglianza. «Le telecamere esistenti, in piazza Corridoni e via S.Maria, – dice Raffaeli – non funzionano». «Il progetto è stato approvato, entro la fine del 2016 sarà realizzato – conclude la Calvigioni – e costerà circa 90mila euro. E la buona notizia è che con lo sblocco degli avanzi di amministrazione è che con 3 milioni di euro abbiamo in cantiere molte opere pubbliche».

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