Caso Provincia, Cecconi: “Sono i peggiori in Italia”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 24 settembre 2014 – «Ormai è definitivo: siamo la peggiore provincia italiana». Il deputato pesarese, Andrea Cecconi (M5S), non risparmia il sindaco Ricci, presidente uscente della provincia a giugno scorso, e già rientrante con la riforma delle province dei sindaci, firmata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio.

«Il prode Ricci con la sua gestione (in)oculata e (dis)attenta — attacca Cecconi — è riuscito a trasformare la provincia felice nella maglia nera degli enti italiani». E riferendosi allo sforamento del patto di stabilità, che ha portato la provincia a subire dallo Stato una sanzione di 2 milioni e 400 mila euro («Però abbiamo pagato i debiti» si è giustificato il commissario ed ex-assessore), Cecconi incalza: «Questo comporterà una riduzione dei servizi e l’aumento di tasse e tariffe. A ciò andranno sommati i forti sacrifici richiesti ai dipendenti e ai fornitori che non potranno che avere una ricaduta sul tessuto economico locale. Ma tanta incapacità va ovviamente premiata — prosegue Cecconi — e presto ritroveremo Ricci in via Gramsci allegramente ricongiunto ai compagni Seri e Ucchielli nella veste di nuovi consiglieri provinciali. La sfrontatezza del Pd ha dell’incredibile. Attendiamo con ansia il responso della Corte dei Conti regionale sullo stato finanziario della nostra provincia con la paura che venga sancito definitamente il default dell’ente». Il parlamentare grillino ipotizza addirittura che Ucchielli abbia costretto il Pd a rimetterlo in lista «stravolgendo l’accordo già fatto».

E ribadisce che in caso di default della Provincia «Ricci e Seri risulterebbero entrambi decaduti dalle cariche di sindaco di Pesaro e di Fano. Tornare alle urne — continua Cecconi — potrebbe anche figurarsi come il male minore, dinanzi allo spettro di lasciare le due città nelle mani di coloro che, in 5 anni, hanno mandato a gambe all’aria i conti economici della provincia. Fossi in loro avrei già rassegnato le dimissioni e, invece dell’inutile teatrino dei 100 giorni, avrei chiesto scusa ai miei cittadini ritirandomi a vita privata. Ma si sa — conclude Andrea Cecconi, che è vice capogruppo alla Camera — ormai nel Pd la saccenza e gli annunci hanno preso il posto dell’umiltà. E chi ne paga le conseguenze sono sempre i più deboli».



 

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