Caso Riviera delle Palme: il Comune ricorre al Consiglio di Statro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 16 febbraio 2016 – Il Comune ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che aveva imposto la riapertura della procedura di affidamento dell’impianto fotovoltaico del Riviera delle Palme sulla base dei ricorsi presentati da Skidata, Lacil e Saf, le tre aziende che erano state escluse dalle transazioni economiche con la Decasol e che quindi avevano richiesto l’annullamento della concessione dell’impianto e tutti gli atti successivi. Lo si apprende dall’albo pretorio del Comune dove ieri è stata pubblicata la determina attraverso la quale si affida all’avvocato Galvani (lo stesso che aveva discusso i ricorsi al Tar per conto del Comune) l’incarico «di interporre appello – si legge – avanti al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar ». Si tratta di una posizione che il Comune fondamentalmente assume in via cautelativa e che non impedisce l’accordo fra la Decasol e le aziende Skidata, Lacil e Saf che già da settimane hanno trovato una intesa economica. Il problema nasce, però, sui termini. Secondo le disposizioni imposte dal Tar, l’accordo va perfezionato entro il prossimo venerdì e non essendo ancora stato formalizzato, il Comune ha ritenuto necessario agire in via cautelativa chiedendo al Consiglio di Stato la sospensiva. Insomma non è escluso che l’accordo fra Decasol e le tre aziende Skidata, Lacil e Saf, non possa, infine, essere perfezionato anche dinanzi al Consiglio di Stato. L’accordo fra le parti c’è e la transazione economica si attesterebbe intorno al 30% dell’intera somma che le tre aziende avrebbero dovuto percepire – più di 300mila euro circa – per i lavori svolti sul Riviera delle Palme. C’è anche di più: Decasol si è resa disponibile a chiudere definitivamente la faccenda tanto che starebbe trattando anche con la Eurotechno, altra azienda che pure vanta crediti per i lavori svolti sull’impianto sportivo, ma non si era rivolta al Tar bensì aveva presentato istanza di fallimento nei confronti della Rdp. Il giudice nella prima udienza di febbraio ha concesso tempo sino ad aprile. E sembra che Decasol abbia trovato un accordo anche su questo fronte. All’avvocato Galvani, intanto, per il ricorso al Consiglio di Stato, è stato concordato, come si apprende sempre dalla determina pubblicata in albo pretorio, un compenso di 13.337,52 euro. Sabrina Vinciguerra

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