Caso Straccia, l’avvocato Mecchi: “Roberto è stato ucciso”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Moresco, 10 settembre 2014 – Per la prima volta, in riferimento alla morte di Roberto Stracciasi pronuncia la parola omicidio. A farlo è il legale della famiglia Straccia, Marilena Mecchi, che ha chiesto e ottenuto la riapertura del caso dopo le denunce presentate alla Procura di L’Aquila. Il caso della morte dello studente di Moresco — scomparso da Pescara il 14 dicembre 2011 e trovato senza vita sugli scogli di Bari il 7 gennaio — è stato archiviato dalla Procura di Pescara come morte volontaria o accidentale il 24 giugno 2013.

Ma secono l’avvocato Mecchi, la morte di Roberto sarebbe imputabile ad omicidio. L’inchiesta è stata trasferita alla Procura di Campobasso, competente per accertare i profili di responsabilità nella correttezza delle indagini condotte dai carabinieri e dalla Procura di Pescara. «Non si può credere che un corpo resti in mare aperto per 24 giorni e si conservi integro con calzini e scarpe ancora indosso al momento del ritrovamento—dice l’avvocato —. Le ipotesi possono essere tre: il corpo è stato gettato in acqua dopo la zona del Gargano o è stato buttato in mare aperto avvolto da una protezione, oppure è stato trasportato via terra e poi gettato in mare nei pressi della costa barese».

«È un dato di fatto che l’esame autoptico abbia rivelato la presenza di poca acqua nei polmoni — spiega la Mecchi —. È il quantitativo di una tazzina di caffè. Ciò significa che quando Roberto è finito in mare o era morto o era agonizzante. Fatto ancora più grave è che la natura dell’acqua fosse salata, quindi di mare e non del porto canale di Pescara, dove l’acqua è dolce e dove gli inquirenti hanno confermato fosse caduto e annegato Roberto». Sono molti altri, secondo i periti della difesa, i dati tecnici che attestano la non attendibilità dei test di indagine. «Come si fa—conclude la Mecchi—a chiudere un caso e stabilire il suicidio o la morte accidentale di un giovane quando le premesse sono così insufficienti?».



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