Catria, la Festa della Montagna ha già mezzo secolo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Cagli (Pesaro e Urbino), 2 agosto 2015 – Con i suoi 1.702 metri, il Catria è la montagna più alta della nostra provincia, prima in altezza e prima nel suo stupendo contesto naturale che fa di questo massiccio un vero richiamo turistico in ogni stagione.

Il Catria ebbe il suo primo sussulto nelle cronache dell’Italia centrale all’inizio del 1900 quando fu realizzata la grande croce in ferro sulla sua vetta. La Croce venne completata il 28 luglio 1901. Per costruirla servirono 15mila lire, ma le offerte (che giunsero da 25 diocesi di Marche e Umbria) non raggiungevano neanche un terzo del necessario, ma nonostante tutto fu completata per la forte volontà del canonico monsignor Raffaele Celli. La Croce venne poi abbattuta da un uragano il 20 febbraio 1907 e allora si decise di ricostruirla piccola sulla sommità fino al 1963, quando fu rifatta come la vediamo oggi. L’opera è alta 20 metri dal suolo. 

Poi eventi atmosferici proibitivi mutilarono le due braccia della grande croce lasciando per molti anni solo il traliccio centrale.

Passarono altri decenni finché nei primi anni ’60 una grande festa fu l’occasione per inaugurare non solo la prima strada fino sotto la vetta, ma anche il ripristino delle braccia della croce.

Da allora furono in molti, con le prime escursioni in auto tra la Vernosa e l’Infilatoio, a scoprire integralmente le bellezze del Catria.

Erano gli anni del boom economico e si innescò la corsa per valorizzare turisticamente anche le nostre montagne. Il Catria ebbe per ultimo la sua prima strada, il Petrano già raggiungibile in auto dagli anni ’30 con due alberghi ed una colonia montana mentre per il Nerone, determinante fu la costruzione del Centro RAI.

Nei fondovalle alla fine di queste strade, sorsero anche i primi alberghi i cui proprietari vennero contagiati dall’idea di far arrivare turisti per le vacanze dalla costa e da altre città. Il Catria, pur avendo ancora una sola strada per salire in vetta, era però in fase di decollo.

Nel 1965, esattamente il 1 agosto di mezzo secolo fa, arrivò la grande occasione per valorizzare al massimo le sue potenzialità, la Festa Nazionale della Montagna. Ebbene, vennero costruiti acquedotti, recintati pascoli, asfaltata la salita dei “Ranchetti” e costruite altre due strade. Il giorno della festa migliaia di persone raggiunsero l’Infilatoio dove fu allestito il palco delle autorità.

Picchetto d’onore delle Guardie Forestali per il discorso ufficiale dell’allora Ministro dell’Agricoltura Mario Ferrari Aggradi (1916 – 1997, membro del governo Moro) ricevuto dall’allora sindaco di Frontone Vincenzo Fatica.

Da quel giorno del 1965 molte cose, belle e meno belle, cambiarono nel massiccio del Catria.

Più tardi vennero istallate pale eoliche, fu costruita la bidonvia, il rifugio delle Cotaline e il primo impianto di ski lift di risalita per praticare lo sci alpino.

Ma non tutto fu rose e fiori.

Tante furono le critiche e le polemiche di vari esponenti del Pci di allora. Chi cercava, sindaci o esponenti della Dc di quei tempi, di realizzare o migliorare strade nel Catria, Petrano e Nerone, veniva additato di sperperare denaro pubblico. Strade o migliorìe erano ritenute superflue, inservibili. Le polemiche continuarono per anni e così il Catria divenne il polo delle contrapposizioni politiche. Alla guida del comune di Frontone c’era Vincenzo Fatica che trasformò quel laborioso paese sotto il Catria, in una “Svizzera delle Marche”.

Slogan coniato per attirare turisti a gustare le specialità nei ristoranti del Castello o soggiornare negli alberghi. Per completare l’offerta turistica venne realizzato anche il primo centro sportivo della zona con piscina, tennis e ristoro. Una crescita di immagine da quel lontano 1° agosto del 1965 che fece di Frontone un comune da prendere da esempio. Poi la parentesi del sindaco tuttofare e decisionista come fu Vincenzo Fatica, si disciolse.

Poco a poco, molte contraddizioni svanirono, le polemiche per strade, funivia e lo scarso innevamento, furono archiviate. Per buona pace di tutti, in cima al Catria, quella grande croce, sembra aver messo, da destra a sinistra, tutti d’accordo.

Recentemente su quelle tanto contestate strade in gran parte bianche, furono poi spesi tanti euro per asfalti e passaggi del Giro d’Italia. Questa è ormai storia recente e grazie a quelle strade tanti possono salire su quei monti per cacciare, trovare funghi, tartufi o fare escursioni turistiche. Quindi, costruirle fu davvero solo spreco e lavoro inutile?

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