C’è confusione sotto il sole

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 2 agosto 2015 – Avete presente lo spazio gastronomico del Palio dei Bracieri? Quell’insieme di tende affastellate attorno alla Rocca, monumento simbolo cittadino, come un suk arabo d’altri tempi?

Ebbene la confusione regna sovrana, non solo dalle parti di piazzale Matteotti ma anche dentro il Municipio, dove la voglia di fare a tutti i costi ha ormai superato ogni limite di adeguata pratica amministrativa. Dove le delibere contabili si fanno in sanatoria e dove è difficile orientarsi su chi fa cosa e perché?

Il tema dell’eccesso di iniziative è ormai sotto gli occhi di tutti. Venerdì sera in viale Trieste hanno fatto sloggiare le auto in sosta perché era previsto un mercatino, che nei fatti non si è tenuto perché gran parte degli ambulanti era impegnata al Palio. Basterebbe questo per capire che è forse il caso di smetterla con la città della bancarelle.

Alla stessa maniera si scopre che il Comune ha affidato la liquidazione dei contributi per tutta una serie di iniziative all’Amat. Compresa la Notte Rosa e il Palio dei Bracieri, che tutto ciò c’entri col teatro è un po’ difficile da credere. Mentre la spericolata operazione amministrativa dà l’idea di un Comune che tende a pagare a pie’ di lista, senza programmare troppo, lasciandosi trascinare dalla voglia di fare e dall’improvvisazione.

Ma non può essere così. I cittadini hanno diritto di sapere quanto e come spende il Comune per farli divertire. A chi affida i soldi e se le procedure utilizzate sono legittime ed adeguate alla necessità di avere trasparenza e possibilità di giudizio, a livello politico ma anche culturale. Quanto costa alla collettività, ad esempio, Popsophia? E quanto L’angolo della Poesia? Quanto si spende per l’Ente Concerti? E quale contributo dà il Comune (oltre ai permessi per la tendopoli) al pur geniale Palio dei Bracieri? 

E ancora: il silenzio in consiglio dell’assessore al ramo (nonché vicepresidente di Amat) Daniele Vimini lascia più che sconcertati. E’ sensato e legittimo che un amministatore passi l’organizzazione o la liquidazione di così tanti eventi alla stesso ente di cui è vicepresidente? E’ sensato che l’Amat faccia l’ufficiale pagatore del Comune su eventi non di spettacoli? Quante altre variazioni di bilancio dovremo avere nei prossimi mesi per spese ulteriori del settore cultura? Ad esempio quanto è costata al Comune la ristrutturazione di Casa Rossini?

I vertici politici del Comune non sono gli stessi che hanno negli ultimi lustri organizzato tanti eventi e convegni per il Pd pesarese? Non c’è un eccesso di sovrapposizione tra associazionismo, società e politica nella gestione degli eventi e degli spazi pubblici? Se dobbiamo essere la città delle bancarelle non è il caso di esserlo con la massima trasparenza? Senza dover essere costretti ogni volta a dare ragione a chi interpreta ogni cosa con la cultura del sospetto?

 

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