Ceriscioli fa chiarezza: «Rimarranno tutti i servizi tranne l’evento del parto»

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Fabriano – «NON È un’operazione fatta per risparmiare, le strutture non saranno smantellate ma per questioni di sicurezza le mamme partoriranno altrove». Parola del governatore Ceriscioli che fa chiarezza sulla decisione di chiudere i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino Marche. «Non è prevista alcuna riduzione di budget, nessun taglio alle strutture che perdono il punto nascita. Primari, medici, ostetriche e anestesisti resteranno nell’ospedale e continueranno a operare nel reparto svolgendo la quasi totalità delle prestazioni che compiono oggi in reparti che potranno anche gestire emergenze e continueranno a offrire tutte le prestazioni necessarie alla presa in carico della donna in gravidanza sul lungo periodo, pre e post-parto – ha ribadito nel corso della conferenza di presentazione del bilancio di previsione 2016/2018 -. Le donne in stato di gravidanza continueranno ad avere tutti i servizi nelle strutture di oggi tranne l’evento del parto». PERCHÉ si chiudono questi tre punti nascita e altri no, si fanno figli e figliastri? E’ una delle domande urlate dai comitati delle mamme e dai sindaci dei tre Comuni su cui ricade la decisione. «Il progetto prevede avere tutti i reparti sopra i mille parti in un tempo ragionevole perché questo è considerato lo standard nazionale di sicurezza e qualità per la donna e il bambino – continua il presidente -. Come mai tutta questa fretta? Nel 2010 l’ha deciso la conferenza Stato-Regioni, nel 2011 la Regione ha deliberato un percorso e nel 2012 sono stati chiusi i primi tre punti nascita. Poi non si è proseguito. Che siano quelli i figliastri?». A Osimo in particolare resteranno tutte le prestazioni già erogate, tra cui Ostetricia o Ambulatorio pre-concezionale, ostetrico, sostegno per l’avvicinamento alla nascita, Ginecologia, Chirurgia cervicale e vulvare mentre a Fabriano diagnosi prenatale invasiva, isteroscopia operativa, interventi di chirurgia ginecologica maggiore e molte altre. «LE MARCHE sono per la prima volta sul podio tra le regioni «benchmark» in sanità, di riferimento cioè per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati. I dati si riferiscono al 2013 – chiude Ceriscioli -. C’è ancora da fare ma il risultato raggiunto è uno stimolo a fare sempre meglio». Notizia riferita da Silvia Santini IL RESTO DEL CARLINO

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